Rapporto esplicativo

Consultazione 2016/37: Modifica della legge federale su la caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici · 31 pagine

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uccelli acquatici cacciabili, un divieto di caccia può essere attuato praticamente senza problemi.

Finora le specie di anatre selvatiche non cacciabili, e quindi protette, erano menzionate all’articolo 5 capoverso 2 LCP. Questo elenco è ora integrato direttamente all’articolo 5 capoverso 1 lettera o LCP. L’articolo 5 capoverso 2 LCP può quindi essere abrogato.

La protezione della moretta tabaccata, già prevista all’articolo 3biscapoverso 1 lettera a OCP, è ora sancita nella legge, all’articolo 5 capoverso 1 lettera o LCP. Si tratta di una misura necessaria. Anche l’Accordo sulla conservazione degli uccelli acquatici migratori dell’Africa-Eurasia (AEWA), ratificato dalla Confederazione, menziona la moretta tabaccata tra le specie «fortemente minacciate» (elenco 1 AEWA).

All’articolo 5 capoverso 2 lettera o LCP è inoltre stralciata la «casarca». La casarca è una delle sette specie del genere Tadorna, i cosiddetti tadornini. Come le altre specie di queste genere, la casarca presenta sia caratteristiche delle anatre di superficie di zone con acque poco profonde sia caratteristiche delle oche da pascolo dei prati limitrofi. Le casarche vivono nelle steppe e nelle regioni semidesertiche dell’Asia centrale e del Nordafrica. In Europa occidentale vi sono popolazioni che vivono allo stato selvatico, discendenti tuttavia tutte o perlomeno in gran parte da animali sfuggiti alla cattività. In passato si presumeva che negli inverni rigidi singole casarche migrassero dalle regioni centroasiatiche verso l’Europa occidentale. Questo potrebbe anche essere il motivo per cui questa specie è stata inserita nella legge sulla caccia del 1986. Negli ultimi decenni non è tuttavia stato possibile documentare scientificamente alcun arrivo del genere. In Svizzera, negli ultimi anni l’effettivo ha registrato un forte aumento: in inverno si contano già circa 1200 esemplari e ogni anno si osservano circa 25 coppie nidificanti. La casarca nidifica in cavità sotterranee e depone fino a 16 uova. Durante il periodo della cova, le casarche sono rigorosamente territoriali. Ciò ha un impatto sugli uccelli acquatici indigeni: questa specie relativamente aggressiva e competitiva non tollera infatti altri anatridi sul suo territorio. È ipotizzabile che, prima o poi, un’ulteriore diffusione della casarca possa avere un influsso negativo, non ancora stimabile, su altri uccelli in Svizzera. Per questo motivo e siccome in Svizzera si è insediata la prima popolazione autosufficiente dell’Europa centrale, nel 2004 la Confederazione, i Cantoni e le organizzazioni svizzere di protezione degli uccelli hanno deciso di bloccare l’ulteriore riproduzione e diffusione dell’effettivo di casarca. I guardacaccia professionisti e i titolari di un’autorizzazione di caccia devono cercare di abbattere il maggior numero possibile di casarche e, con l’aiuto delle organizzazioni di protezione degli uccelli, bisogna cercare e segnalare alle autorità le covate, in modo da consentire l’eliminazione delle uova deposte. Oggi un bilancio imparziale mostra che le covate segnalate sono poche e che dal 2004 sono state abbattute circa 900 casarche, un numero insufficiente per stabilizzare o ridurre efficacemente le popolazioni e impedire l’ulteriore riproduzione e diffusione di questa specie non indigena. Gli abbattimenti senza effetti sulle popolazioni devono essere valutati in modo critico dato che sono avvenuti in riserve di uccelli acquatici, dove naturalmente anche gli uccelli indigeni trovano un rifugio tranquillo e non dovrebbero essere disturbati. Recentemente la Confederazione, i Cantoni e le organizzazioni di protezione degli uccelli hanno quindi convenuto di abbandonare questa strategia e di regolare l’effettivo nidificante mediante interventi mirati solo nei tratti di corsi