Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/10: Revisioni della Ordinanza sui prodotti chimici e della ordinanza sui biocidi · 35 pagine

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UDC ritiene che per alcune delle modifiche proposte non vi sia alcun bisogno, che per altre tale bisogno non sussista da parte svizzera e che alcune delle disposizioni previste comporteranno semplicemente una regolamentazione eccessiva e un ampliamento insostenibile della cerchia dei destinatari. Per alcune delle nuove disposizioni, già solo dal punto di vista puramente organizzativo o tecnico, le autorità competenti non sarebbero in grado di controllare e imporre che vengano rispettate.

economiesuisse accoglie favorevolmente le armonizzazioni con le vigenti normative UE, a condizione che eliminino gli ostacoli al commercio e che siano sensate, sostenibili e ragionevoli dal punto di vista amministrativo. Nondimeno, il progetto posto in consultazione intende riprendere numerosi disciplinamenti UE non ancora decisi, che comporteranno un inutile aumento dell’onere amministrativo a carico delle aziende svizzere per l’adempimento degli obblighi di annuncio.

Anche Swiss Textiles è contraria a una ripresa prematura di possibili disposizioni e definizioni UE prima di una loro approvazione.

VD approva gli adeguamenti al diritto in rapida evoluzione dell’UE.

CP accoglie favorevolmente l’armonizzazione con il diritto UE, ma puntualizza che i requisiti non dovranno essere più severi di quelli dell’UE. Constata inoltre che quella posta in consultazione è già la sesta revisione dell’OPChim dal 2005 e che l’elevata frequenza delle modifiche pregiudica la certezza del diritto e, soprattutto nelle PMI, genera un elevato onere amministrativo. In assenza di un obbligo di revisione immediata, la stessa dovrebbe essere rinviata.

eco-swiss accoglie favorevolmente tutti gli adeguamenti che eliminano gli ostacoli al commercio con l’UE e consentono alle due parti di progredire di pari passo, ma si oppone fermamente a un percorso in solitaria della Svizzera fatto di disciplinamenti speciali che, anziché ridurre, aumentano i vincoli e l’onere burocratico per l’industria manifatturiera.

Anche FH vede di buon occhio l’armonizzazione delle disposizioni purché i nuovi requisiti rispondano a un bisogno reale e siano economicamente sostenibili.

KomABC apprezza soprattutto il fatto che la maggior parte delle modifiche introdotte dalle revisioni in oggetto mirano a rafforzare la sicurezza tramite una migliore informazione e una maggiore trasparenza nell’utilizzazione di sostanze pericolose. Anche la copertura migliore e più approfondita dei nanomateriali è considerata un importante passo avanti.

AG, AI, AR, BS, FR, GL, GR, LU, SH, SO, TG, TI, VS, ZG, ZH, chemsuisse, KMU-Forum e VKCS ritengono opportuno rimandare la ridefinizione divenuta necessaria delle sostanze nuove e vecchie a quando nell’UE si sarà conclusa l’ultima fase di registrazione prevista dal REACH e se ne conosceranno i risultati.

AI, AR, BS, FR, GL, GR, LU, SH, SO, SZ, TG, TI, UR, VS, ZG, ZH, VKCS e chemsuisse accolgono favorevolmente le modifiche anticipate nel presente pacchetto di revisioni concernenti i prodotti intermedi, le nanoparticelle, gli annunci per l’informazione in caso di urgenza e i biocidi.

BL approva la decisione del Consiglio federale di prorogare il «Piano d’azione Nanomateriali di sintesi» e quella di modernizzare il diritto svizzero in materia di prodotti chimici, ma nutre perplessità riguardo all’estensione degli obblighi di annuncio perché potrebbe comportare un onere supplementare sproporzionato per l’economia (soprattutto per le PMI) e per i servizi cantonali per i prodotti chimici. Per questo motivo, chiede che gli obblighi di annuncio previsti vengano limitati, per esempio in funzione dei rischi, e che venga messo a disposizione un tool per gli annunci di facile utilizzo.

SENS non vede alcun impedimento all’introduzione del pacchetto di revisioni posto in consultazione.

A proposito dell’attuazione del REACH nell’UE, Swiss Textiles osserva che, attualmente, la complessità, la portata e l’attuabilità di questo regolamento crea numerosi problemi all’industria tessile europea. La fuga verso l’Asia di fabbricanti chimico-tessili europei, osservata da anni e incoraggiata soprattutto dall’assenza (inattuabilità) di controlli sulle importazioni nel mercato tessile UE per quanto riguarda l’impiego di prodotti chimici, costringe i membri di Swiss Textiles a fare i conti con una perdita di fornitori che mette a repentaglio i loro prodotti innovativi. Parallelamente, l’industria dell’abbigliamento deve fare i conti con l’esacerbarsi di una prassi problematica che, complice la mancanza di informazione

6/35 Rapporto sui risultati della consultazione, rev. OPChim&OBioc del gennaio 2018