Rapporto esplicativo
Consultazione 2020/30: Revisione parziale della legge sull'organizzazione della Posta (LOP) · 39 pagine
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Conseguenze del mantenimento del divieto di concessione dei crediti e delle ipoteche
Senza l’abrogazione dell’articolo 3 capoverso 3 LOP, la capacità di sopravvivenza della banca di rilevanza sistemica PostFinance, la stabilità finanziaria del gruppo Posta nel suo insieme e la garanzia del servizio universale nel traffico dei pagamenti in regime di autonomia finanziaria saranno compromessi. PostFinance non è in grado di raggiungere un rendimento in linea con il settore, situazione che va a scapito della sua capacità d’investimento e, in ultima analisi, della sua competitività rispetto ad altre banche e a nuovi tipi di fornitori di servizi finanziari del settore FinTech. Il valore dell'impresa diminuisce e con esso il valore della partecipazione della Posta a PostFinance e il valore della partecipazione della Confederazione alla Posta. In un certo senso viene annientato il «patrimonio nazionale» investito nell'impresa. Siccome PostFinance non è più in grado di generare utili e di versare dividendi al gruppo nella misura in cui lo ha fatto finora, viene a mancare come fonte di finanziamento per i mandati relativi al servizio universale. Questi ultimi non potranno più essere finanziati attraverso gli utili conseguiti sul mercato dalla Posta, rendendo infine necessario un sovvenzionamento.
Secondo il Consiglio federale è particolarmente grave il fatto che PostFinance non abbia alcuna possibilità di costituire con risorse proprie il capitale per la pianificazione d'emergenza richiesto dalla FINMA (cfr. par. 1.4.2). Neanche il gruppo nel suo insieme può fornire il capitale nella misura richiesta. Senza un modello aziendale sostenibile, per PostFinance sarà molto difficile raccogliere i fondi necessari sul mercato dei capitali. In questa situazione, l'unica opzione per l’azienda sarebbe di non dover soddisfare le severe disposizioni relative al capitale d'emergenza sancite per le banche di rilevanza sistemica, con la conseguente perdita della relativa classificazione. In tal caso il bilancio dovrebbe essere ridotto in modo sostanziale, vale a dire che i fondi della clientela dovrebbero essere «liquidati» su larga scala, applicando emolumenti più elevati e/o tassi di interesse negativi. PostFinance si trasformerebbe in una banca limitata al traffico dei pagamenti. L’impresa potrebbe al massimo compensare in parte la perdita di utili derivanti dal differenziale dei tassi di interesse attraverso ulteriori offerte nell’ambito dei mandati relativi al servizio universale, applicando emolumenti più elevati e tassi di interesse negativi oppure con una strategia d’investimento più rischiosa. Questo sviluppo richiederebbe pertanto un’ottimizzazione rigorosa dei costi, che potrebbe essere raggiunta riducendo il personale e chiudendo le sedi. Non è però affatto certo che in queste circostanze la BNS declassificherebbe PostFinance in un istituto finanziario senza rilevanza sistemica, visto che l’impresa continuerebbe ad adempiere il mandato relativo al servizio universale nel traffico dei pagamenti10.
Conseguenze della revoca del divieto di concessione dei crediti e delle ipoteche
Permettendo a PostFinance di avviare attività creditizie e ipotecarie, più redditizie rispetto alle attività nel settore delle obbligazioni, migliorano notevolmente le sue prospettive di successo. In questo contesto, il mercato dei crediti alle imprese, ai privati e agli enti pubblici non garantiti da ipoteca svolge solo un ruolo secondario. Il fattore decisivo è il mercato (nazionale) dei crediti garantiti da ipoteca (ipoteche), che è molto più ampio ed efficiente in termini di costi rispetto al resto del mercato dei crediti, visto che è più facile standardizzare i processi operativi. Con l’ingresso
10 Cfr. art. 8 LBCR (Criteri e determinazione della rilevanza sistemica)