Rapporto esplicativo
Consultazione 2020/30: Revisione parziale della legge sull'organizzazione della Posta (LOP) · 39 pagine
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della banca in questione non devono essere addossati alla collettività, può essere raggiunto solo in modo limitato;
un terzo aspetto riguarda il fatto che la Confederazione sarebbe sollevata dal
compito di gestire sotto il profilo strategico una grande e complessa impresa che opera in un contesto difficile. In questo modo sarebbe possibile eliminare anche i conflitti di interesse tra il suo ruolo di proprietaria (indiretta) di PostFinance, quale garante del servizio universale con le prestazioni del traffico dei pagamenti, e la sua funzione di autorità di vigilanza specifica del settore.
Tuttavia, a questi vantaggi si contrappone uno svantaggio decisivo:
Il recesso della Posta a una partecipazione minoritaria o una cessione completa
comporterebbe lo scorporo di PostFinance dal gruppo Posta. Ciò allenterebbenotevolmente, se non completamente, l’attuale stretta interdipendenza operativa e finanziaria tra le varie società del gruppo con mandato relativo al servizio universale. Tale interdipendenza risulta evidente soprattutto nella rete di uffici postali, utilizzata e finanziata congiuntamente da PostMail, PostLogistics e PostFinance per l'adempimento dei vari mandati relativi al servizio universale. In questo caso vengono sfruttate importanti sinergie. Se PostFinance venisse scorporata dal gruppo, verrebbero a mancare tali sinergie. Di conseguenza, aumenterebbero notevolmente i costi del servizio universale. Nel contempo, diminuirebbe la base economica per finanziare il servizio universale nel settore dei servizi postali a causa della mancanza dei contributi di PostFinance. Per i motivi esposti, la privatizzazione parziale o completa di PostFinance può avvenire solo previa revisione totale della legislazione postale e riorganizzazione del servizio universale.
Il Consiglio federale considera pertanto l'abrogazione dell'articolo 14 capoverso 2 LOP quale opzione a lungo termine, da valutare nel quadro di una verifica globale del futuro della Posta e del servizio universale con i servizi postali e le prestazioni del traffico dei pagamenti.
2.4 Allentamento temporaneo del divieto di cessione di crediti nel quadro dell’ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19
In virtù dell’ordinanza del 15 marzo 2020 concernente la concessione dei crediti e fideiussioni solidali in seguito al coronavirus (RS 951.261), PostFinance può partecipare al programma volto alla concessione di fideiussioni per attenuare gli effetti del coronavirus. In virtù di tale ordinanza, è autorizzata a concedere fino a 500 000 franchi ai clienti presenti prima del 26 marzo 2020; ulteriori concessioni di crediti COVID-19 sono esclusi. Per il resto si applica il divieto di concessione di crediti secondo l’articolo 3 capoverso 3 LOP.
Nella prima fase (26 marzo – 12 maggio 2020) PostFinance ha concesso in totale 819 milioni di limite di scoperto del conto a 15 030 clienti commerciali. Di questo importo, sono stati utilizzati effettivamente circa 265 milioni di franchi (crediti) in totale. Il limite di credito medio è di circa 50 000 franchi, un importo relativamente basso rispetto a quelli concessi da altre banche; questo dato è espressione dell’ampia base di piccoli clienti commerciali di PostFinance. Quest’ultima, al netto dei costi di stipula