Rapporto esplicativo

Consultazione 2020/30: Revisione parziale della legge sull'organizzazione della Posta (LOP) · 39 pagine

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esistenti della Posta o di acquistare nuove azioni da PostFinance, emesse nell'ambito di un aumento del capitale. A seconda delle circostanze specifiche, il partner può anche fornire un conferimento in natura (portafoglio ipotecario, infrastrutture, collaboratori, know-how). È inoltre ipotizzabile una partecipazione incrociata tra le imprese partner o la costituzione di una filiale comune.

Un partenariato strategico potrebbe fornire a PostFinance l’accesso a nuovi segmenti di clientela e a know-how tecnico specifico. Dal punto di vista del partner, risultano interessanti soprattutto la rete infrastrutturale svizzera (uffici postali) e l'ampia base di clienti di PostFinance. In questo contesto, le banche o le assicurazioni sono i partner strategici più adatti.

È anche possibile combinare le varianti 1 e 2. Nel caso di un’operazione di IPO, ad esempio, è ipotizzabile vendere al pubblico dapprima un numero limitato di azioni, considerando che per la quotazione deve essere raggiunta una proprietà diffusa pari al 20 percento minimo. Nel contempo, o in un secondo momento, PostFinance potrebbe stipulare un equity joint venture con un partner strategico. In un ulteriore passo potrebbe essere sfruttato l’eventuale margine di manovra restante fino al raggiungimento della quota del 50 percento meno una azione per vendere ulteriori azioni al pubblico.

A tempo debito, sarà il consiglio di amministrazione della Posta, in stretta collaborazione con il Consiglio federale, a decidere quale modello di privatizzazione attuare, valutando attentamente le circostanze specifiche del momento.

2.3 Recesso della Posta a una partecipazione minoritaria o privatizzazione completa di PostFinance

Secondo l'articolo 14 capoverso 2 LOP, la Posta deve detenere la maggioranza del capitale e dei voti di PostFinance. Non è pertanto consentito vendere una quota superiore al 50 per cento delle azioni di PostFinance.

Il recesso della Posta a una partecipazione minoritaria o la privatizzazione completa di PostFinance presentano determinati vantaggi per la Confederazione:

 come primo punto, la Confederazione potrebbe ritirarsi da un'attività imprendi-

toriale che non richiede necessariamente un impegno statale. Il mercato bancario svizzero funziona in modo efficiente e può, in linea di massima, essere servito in modo capillare da imprese private, anche se, per motivi storici, su questo mercato sono attivi numerosi operatori controllati dallo Stato. È compreso anche il servizio universale con le prestazioni del settore del traffico dei pagamenti, che potrebbero essere fornite da PostFinance sulla base di un modello di concessioni anziché di un mandato conferito dalla legge. In questo modo diventerebbe obsoleta la discussione relativa a un’eventuale distorsione del mercato a causa di una «banca postale» controllata (indirettamente) dallo Stato;

 secondariamente, la Confederazione potrebbe rinunciare in gran parte o comple-

tamente ai rischi imprenditoriali e ai rischi di perdita e di responsabilità civile legati alla sua partecipazione indiretta in PostFinance. Fintanto che il settore pubblico rimane proprietario di una banca con rilevanza sistemica, l’obiettivo della legislazione «too big to fail», secondo cui i costi di un eventuale «salvataggio»