Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/107: Attuazione a livello di ordinanza della revisione della legge sull’approvvigionamento elettrico (LAEl) concernente la riserva di energia elettrica · 36 pagine

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riserva. Mentre gli eventuali potenziamenti necessari per gli allacciamenti (elettricità e gas) sono autorizzati mediante una procedura federale, la costruzione e la gestione delle centrali di riserva sottostanno ad autorizzazioni di diritto cantonale. Per quanto riguarda le finanze e il personale, le ripercussioni possono essere tenute sotto controllo, sia per quanto riguarda i costi legati alle procedure di autorizzazione e alla comunicazione, sia per quanto riguarda gli effetti sull’economia regionale. Nei Comuni in cui sarà ubicata una centrale di riserva, le autorità dovranno affrontare un carico di lavoro supplementare. Una parte delle spese sostenute dai Comuni, dai Cantoni e dalla Confederazione sarà compensata attraverso gli emolumenti previsti da regolamenti in vigore.

Per quanto riguarda l’informazione dell’opinione pubblica («Dashboard sull’energia Svizzera»), non sono necessarie ulteriori risorse oltre ai mezzi finanziari già stanziati per il suo funzionamento. Per contro, vari servizi federali, così come i Cantoni e i Comuni, trarranno vantaggio dai dati che la Confederazione metterà a disposizione. La possibilità di integrare queste informazioni nella loro pianificazione e nei loro processi politici permetterà ai Cantoni e ai Comuni di risparmiare sui costi.

La precisazione introdotta nell’ordinanza sul CO2, che stabilisce le condizioni di rimborso degli eventuali costi supplementari in caso di cambio di combustibile imposto (art. 46c), comporterebbe, se si presentasse una situazione di questo tipo, un onere aggiuntivo per le casse federali. I costi dipenderanno in larga misura dalla durata del cambio imposto e dai prezzi dei combustibili e dei diritti di emissione in vigore in quel momento. Per garantire in futuro un finanziamento che non incida sui costi a carico della Confederazione e che rispetti il principio di causalità, nell’ambito della politica climatica dopo il 2030 si valuterà in che modo questi costi potranno essere coperti, ad esempio con i proventi della vendita all’asta dei diritti di emissione.

5. Ripercussioni sull’economia, sull’ambiente e sulla società

La riserva di energia elettrica migliora la resilienza dell’approvvigionamento energetico, contribuendo a scongiurare o per lo meno mitigare una situazione di penuria. Va pertanto considerata come una soluzione di sicurezza. Inoltre, un approvvigionamento elettrico sicuro aumenta l’attrattiva della piazza economica svizzera. Costituire una riserva di energia elettrica permette anche di assegnare mandati a imprese e fornitori del settore energetico. Attraverso la tariffa per la riserva di energia elettrica, i costi della riserva sono trasferiti, come parte del corrispettivo per l’utilizzazione della rete di trasporto, ai consumatori di energia elettrica. La società nazionale di rete rivaluta la tariffa ogni anno e la pubblica nel corso del mese di marzo. Il calcolo si basa sui costi previsti per l’anno tariffario, più una compensazione delle coperture in eccesso o delle coperture insufficienti dei tre anni precedenti. Tale compensazione riduce le oscillazioni tariffarie. Attualmente, le voci di costo imputabili alla tariffa per la riserva di energia elettrica sono costituiti da due elementi: la riserva idroelettrica e la riserva termica con gruppi elettrogeni di emergenza e centrali elettriche. In futuro si aggiungeranno, quali ulteriori voci di costo, anche la riserva nel consumo e, se del caso, la riserva di stoccaggio. Per il 2026 la tariffa per la riserva di energia elettrica ammonta a 0,41 centesimi per kWh. Per un’economia domestica media con un consumo annuo di 4500 kWh, ciò corrisponde a un importo di circa 18 franchi l’anno. Per un’azienda ad alto consumo energetico che giunge a 10 GWh l’anno, ciò comporta una spesa supplementare di circa 41 000 franchi. Il Consiglio federale ritiene che questi costi siano accettabili, soprattutto considerato il danno che una penuria prolungata di energia elettrica potrebbe causare all’economia del Paese. Le aziende ad alto consumo energetico possono chiedere un rimborso (parziale) dei costi legati alla riserva di energia elettrica. Una delle condizioni è che partecipino alla riserva nel consumo.

In generale, l’impatto ambientale è limitato, in quanto gli impianti sono destinati a funzionare solo in caso di emergenza, come soluzione di sicurezza (eccezion fatta per test occasionali). Tuttavia, la legge prescrive che per alimentare le nuove centrali elettriche di riserva vadano utilizzati, in linea di principio,