Rapporto esplicativo

Consultazione 2005/30: Disposizioni esecutive della legge sui trapianti · 28 pagine

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Vi è una situazione di imminente pericolo di morte nei casi menzionati al capoverso 2, ad esempio per quei pazienti che hanno avuto un rigetto acuto del cuore trapiantato (cpv. 2 lett. c). Il capoverso 3 elenca i casi in cui non sussiste un pericolo di vita immediato, ad esempio per i pazienti le cui condizioni di salute sono stazionarie dopo l’impianto di un sistema di supporto ventricolare (cpv. 3 lett. b).

La situazione di urgenza medica è valida per 14 giorni. Trascorso questo termine, viene prorogata di altri 14 giorni se è confermata dal centro di trapianto competente (cpv. 4).

2.2.2.3 Art. 15 Efficacia del trapianto dal punto di vista medico

Se non vi è urgenza medica, ai fini dell’attribuzione si considera l’efficacia del trapianto dal punto di vista medico. In questo senso, è anzitutto importante il peso del paziente, che non deve scostarsi di oltre il 15 per cento da quello del donatore (cpv. 1 lett. a). Dal peso si può dedurre la grandezza e la capacità funzionale del cuore.

Inoltre, va considerata l’età del paziente, che non deve differire di oltre 15 anni da quella del donatore (cpv. 1 lett. b). La considerazione del fattore età serve a far sì che un paziente riceva un organo da una persona che aveva una speranza di vita analoga alla sua.

Se vari pazienti soddisfano solo una delle condizioni di cui al capoverso 1, il cuore è attribuito alla persona per la quale il trapianto promette i maggiori benefici medici (cpv. 2). Se ad esempio la differenza di età fra un paziente e un donatore è di molto superiore a 15 anni, ed il peso coincide, mentre che in un altro paziente l'età coincide ed il peso si discosta solo lievemente dal limite dal 15 per cento, l’organo dovrà essere attribuito a quest'ultimo paziente.

Si può procedere all’attribuzione senza tenere conto di questi criteri solo se nessun paziente soddisfa le condizioni summenzionate.

2.2.2.4 Art. 16 Attribuzione in caso di pari grado di priorità

Se vari pazienti presentano lo stesso grado di priorità, il cuore dev’essere attribuito al paziente che è in lista d’attesa da più tempo. In caso di tempi d’attesa identici, l’attribuzione dell’organo avviene mediante sorteggio. Anche se la legge non menziona espressamente questo criterio d’attribuzione, il sorteggio può essere previsto a livello di ordinanza, dato che la legge non contempla un elenco di criteri esaustivo.

2.2.3 Sezione 3: Attribuzione di un polmone

2.2.3.1 Art. 17 Compatibilità del gruppo sanguigno

Anche per i polmoni, l’identità o la compatibilità del gruppo sanguigno è una condizione indispensabile per l’attribuzione.

Il capoverso 2 fissa le regole per garantire una distribuzione omogenea. Ad esempio, ai pazienti con il gruppo sanguigno raro B devono essere attribuiti anche organi di donatori con il gruppo sanguigno 0, che è il secondo più diffuso fra la popolazione.

Per garantire una distribuzione omogenea – e se non è possibile individuare alcun paziente – l’attribuzione dovrà essere effettuata in base alla compatibilità del gruppo sanguigno. L’organo va attribuito unicamente in base alla compatibilità del gruppo sanguigno anche quando sussiste un’urgenza medica ai sensi dell’articolo 18.