Rapporto esplicativo
Consultazione 2005/30: Disposizioni esecutive della legge sui trapianti · 28 pagine
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1.3 Urgenza medica
In base al criterio dell’urgenza medica gli organi vanno attribuiti in primo luogo ai pazienti la cui salute è gravemente minata. Sono considerati casi di massima urgenza i pazienti la cui vita dipende dalla possibilità di un trapianto d’organo. Nella terminologia di SwissTransplant si tratta dei pazienti «super urgent». Vi è imminente pericolo di morte quando il paziente, se non sottoposto a trapianto, rischia di morire in tempi molto brevi. Fintanto che sussiste una simile situazione per uno o più pazienti, tutti gli altri sono trattati con minor urgenza.
L’urgenza medica non riveste la stessa importanza per tutti i tipi di organo: per il rene e il pancreas, dove esiste la possibilità di una terapia alternativa in grado di garantire la sopravvivenza del paziente, è relativamente raro che si debba procedere all’attribuzione secondo il criterio d’urgenza. L’attribuzione secondo il criterio d’urgenza ha tuttavia grande importanza sul piano pratico per i casi di insufficienza funzionale di un organo dove non esiste una terapia alternativa in grado di mantenere in vita il paziente sul lungo periodo. Ciò concerne attualmente il cuore, i polmoni e il fegato, in casi eccezionali anche i reni e l’intestino tenue. Di conseguenza, la presente ordinanza prevede opportune priorità per cuori, polmoni, fegati, reni e intestini tenui (cfr. artt. 14, 18, 22, 26 e 34).
Nel caso del fegato sono previsti vari livelli d’urgenza medica: hanno priorità assoluta i pazienti la cui vita è in pericolo se il trapianto non viene effettuato rapidamente (cfr. art. 22). Tuttavia, anche gli altri pazienti sono classificati e priorizzati in base all’urgenza (cfr. art. 23).
Secondo il criterio dell’urgenza medica è giustificato anche dare la precedenza ai bambini. La dialisi infatti frena in modo irreversibile la crescita e lo sviluppo dei bambini colpiti da insufficienza renale. Tra i criteri di equità si deve tenere conto di questa specifica esigenza. Nel caso del rene se ne tiene conto nell’ambito del sistema di classificazione a punti (cfr. art. 28).
1.4 Efficacia medica del trapianto
Conformemente al criterio dell’efficacia medica, gli organi vanno attribuiti ai pazienti che traggono il maggior beneficio dal trapianto. Questo criterio può essere influenzato da molti fattori e di conseguenza applicato in diversi modi:
- Il «matching» dei gruppi sanguigni: cfr. al riguardo le spiegazioni al punto 1.2.
- Il «matching» delle caratteristiche tissutali: nel mondo medico-scientifico le opinioni divergono circa l’importanza effettiva della compatibilità delle caratteristiche tissutali tra donatore e ricevente per la sopravvivenza dell’organo. Tutti però concordano sul fatto che la sopravvivenza dell’organo è significativamente migliore se le caratteristiche tissutali del rene del donatore coincidono perfettamente con quelle del rene del ricevente. Le statistiche in questo ambito lo confermano. Di conseguenza, al momento dell’attribuzione di un organo bisogna tenere conto di questa costellazione. Poiché presuppone onerose analisi di laboratorio, il matching dei gruppi tissutali viene praticato solo per i reni. Per il cuore e il fegato, invece, non ha nessuna importanza, e questo per vari motivi. Da un lato perché i pazienti, data la gravità della loro malattia, non possono aspettare a lungo un organo idoneo. Inoltre, si è creduto che per questi organi la compatibilità tissutale fosse meno rilevante. Le statistiche più recenti dimostrano tuttavia che la quota di successo dei trapianti di cuore senza antigene o con un antigene incompatibile è superiore a quella di trapianti con più antigeni incompatibili. Dall’altro perché il tempo necessario alla determinazione del matching (unitamente all’eventuale trasporto) supererebbe il tempo di ischemia – che per il cuore è di