Rapporto esplicativo
Consultazione 2005/30: Disposizioni esecutive della legge sui trapianti · 28 pagine
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di norma eseguita sui leucociti (globuli bianchi), nei donatori anche su cellule prelevate dai linfonodi o dalla milza. Per rene, pancreas e intestino tenue è necessaria la migliore compatibilità possibile delle caratteristiche tissutali, che però non è considerata indispensabile per il polmone, il cuore e il fegato. In questi casi infatti l’urgenza medica e la mancanza di un organo artificiale sostitutivo non permettono di aspettare per un periodo di tempo indeterminato un organo HLA compatibile.
Influsso della compatibilità HLA nel trapianto renale: nel trapianto di rene è stato chiaramente dimostrato come la compatibilità HLA influisca sul rigetto acuto e cronico. L’influsso diminuisce – a seconda del loco genico – da DR a B e A (lett. c). Per la riuscita di un trapianto è importante la compatibilità per tutti e tre i loci genici. Dopo cinque anni i trapianti con 0 mismatch, ossia 0 antigeni HLA A, B o DR incompatibili, hanno un tasso di funzionalità renale del 10 per cento superiore a quelli con 6 mismatch, cioè 6 antigeni incompatibili. Nel caso di 2-5 discordanze la differenza è decisamente meno marcata. L’influsso della compatibilità HLA è particolarmente forte nei ritrapianti e nei pazienti con anticorpi anti-HLA preformati (lett. a).
Compatibilità HLA nel trapianto cardiaco: le statistiche più recenti dimostrano che i trapianti cardiaci con 0 o 1 mismatch hanno un tasso di successo migliore di quelli con più mismatch. Dopo tre anni i trapianti con 0 o 1 mismatch presentano un tasso di successo superiore del 12 per cento rispetto a quelli con 3-6 mismatch. Finora, lo scambio di organi teso ad ottenere una migliore compatibilità HLA è stato praticato raramente a causa del breve tempo di conservazione del cuore (4-5 ore).
Compatibilità HLA nel trapianto di altri organi: per i trapianti di fegato, cuore-polmone e polmone non esistono dati attendibili accertati sul ruolo della compatibilità HLA. Nei trapianti di fegato è stato addirittura riscontrato l’effetto contrario: gli organi che non presentano incompatibilità HLA darebbero risultati particolarmente insoddisfacenti. Nei trapianti di pancreas si è constatata una correlazione positiva, che però non è stata confermata in modo convincente.
Capoverso 2: naturalmente le cellule delle isole pancreatiche non sono un organo. Giusta l’articolo 16 capoverso 2 lettera b della legge, il Consiglio federale può dichiarare che i criteri di attribuzione sono applicabili anche alle cellule. Per motivi di concisione e di estetica il termine «organi», che nella presente ordinanza viene usato segnatamente in relazione ai trapianti multipli, comprende anche le cellule delle isole pancreatiche.
2.1.2 Sezione 2: Lista d’attesa
2.1.2.1 Art. 3 Iscrizione nella lista d’attesa
Nel decidere chi va iscritto nella lista d’attesa, i centri di trapianto devono prendere in considerazione unicamente ragioni di ordine medico (art. 21 cpv. 2 legge sui trapianti). Si tratta di determinare se per un paziente il trapianto è indicato dal punto di vista medico, se non vi è una controindicazione medica permanente e se non esistono altre ragioni di ordine medico che potrebbero compromettere un successo ragionevole del trapianto (cpv. 1).
I quadri clinici che giustificano un’indicazione medica sono elencati nell’allegato 1; le patologie che costituiscono una controindicazione medica ad un trapianto figurano nell’allegato 2. Si deve tuttavia rinunciare all’iscrizione nella lista di attesa solo nel caso in cui tale controindicazione sia durevole. Le controindicazioni mediche temporanee, ad esempio una malattia non grave, non giustificano la mancata iscrizione di un paziente nella lista d’attesa.