Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/11: Revisione dell' ordinanza dell' Assemblea federale sull' organizzazione dell' esercito (Revisione OEs) · 38 pagine
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cooperazione in materia di sicurezza con l’Unione europea, la sua posizione geografica di punto d’intersezione dei traffici, delle comunicazioni, della finanza e del commercio mondiali. Restano sempre possibili attentati contro obiettivi stranieri in Svizzera, come ambasciate o organizzazioni internazionali, oppure azioni di gruppi quali le sette apocalittiche.
L’estremismo violento è imparentato con il terrorismo ed è talvolta difficile distinguerli. Anch’esso è spesso organizzato in reti internazionali. In Svizzera, l’estremismo di destra e la xenofobia sono principalmente caratterizzati dalla presenza di skinheads e gruppi affini. Anche se i loro attentati hanno tendenza a diminuire nel corso degli ultimi anni, potrebbero di nuovo intensificarsi nel caso di un forte aumento del numero delle domande d’asilo. I gruppi potenzialmente violenti prendono lo spunto anche dalla globalizzazione e dalle sue manifestazioni per scatenare disordini. L’estremismo straniero costituisce un pericolo considerevole in Svizzera. Si constatano spesso risse tra gruppi di stranieri ostili e atti di violenza contro terzi (in particolare contro le rappresentanze ufficiali e le installazioni degli Stati in conflitto).
CDEs XXI:
La disponibilità all’estremismo violento emerge in relazione alle conseguenze delle migrazioni nonché presso gruppi che prendono lo spunto dalla globalizzazione e dai suoi effetti per intraprendere azioni di protesta violente. L’estremismo violento può rendere difficile l’organizzazione di manifestazioni internazionali (Forum economico mondiale di Davos e altre conferenze internazionali) e ridurre l’attrattiva della Svizzera come Paese ospite di tali incontri, tanto a causa del rischio di possibili incidenti quanto a causa delle misure di sicurezza necessarie per impedirli. Inoltre, gli scontri violenti portano pregiudizio alla credibilità delle manifestazioni legittime in occasione di tali eventi.
Attualmente il nostro Paese non è un obiettivo primario del terrorismo internazionale. Vi può però essere un pericolo per installazioni e persone straniere in Svizzera, nonché per manifestazioni con partecipazione internazionale; inoltre, un pericolo generale può sorgere anche da un confronto internazionale con il terrorismo, in occasione del quale la Svizzera non sarebbe al centro, ma le cui conseguenze patirebbe come altri Stati. Il pericolo dovuto al terrorismo può improvvisamente diventare una realtà e differenti installazioni o luoghi possono essere attaccati contemporaneamente. Inoltre, si tratta di impedire che la Svizzera serva da Paese di transito o da base arretrata ai terroristi. Infine, vi è il rischio che cittadini svizzeri all’estero diventino, per così dire, casualmente vittime di attentati terroristici.
Il rischio che in Svizzera possano scoppiare disordini interni tali da interessare cerchie importanti della popolazione è esiguo. Non si scorgono campi di tensione sociali, economici, politici o culturali che potrebbero dar luogo a veri e propri disordini interni. L’esercito sottostà alle autorità politiche elette, non persegue alcun obiettivo politico e non è strumentalizzabile nell’ambito di un confronto politico. Nel caso di disordini interni in Svizzera, esso sarebbe tuttavia in grado, sotto la condotta politica democraticamente legittimata, di fornire un aiuto sussidiario alla polizia, sgravandola da certi compiti (per es. sorveglianza di determinate opere).
Valutazione dal punto di vista attuale: il terrorismo è l’elemento della minaccia la cui percezione da parte del pubblico si è maggiormente modificata e perciò oggi sarebbe menzionato al primo posto. A livello mondiale, il terrorismo è attualmente