Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/11: Revisione dell' ordinanza dell' Assemblea federale sull' organizzazione dell' esercito (Revisione OEs) · 38 pagine

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no contro il potere statale nel loro Paese d’origine risiedono in Svizzera, possono provocare tensioni politiche tra i due Stati. Installazioni svizzere o straniere in Svizzera possono diventare l’obiettivo di manifestazioni violente o addirittura di occupazioni a scopo ricattatorio. Non possono nemmeno essere esclusi scontri violenti tra gruppi di stranieri in Svizzera. Uno Stato di diritto che si difende da attività illegali e vuole impedire lo sfruttamento dell’asilo per azioni violente, può diventare esso stesso il bersaglio della violenza.

CDEs XXI:

Nell’ultimo decennio, in Europa hanno avuto luogo dei conflitti armati regionali: nei Balcani, nel Caucaso e in Turchia (guerre in relazione con la disgregazione della Jugoslavia, Kosovo, Macedonia; Nagorni-Karabach, Georgia, Cecenia; Kurdistan). Le conseguenze militari dirette sono state, e sono, limitate a livello regionale, tuttavia le conseguenze indirette per la Svizzera sono considerevoli. Per quanto riguarda gli scontri armati sul territorio dell’ex Jugoslavia e nell’est della Turchia, la Svizzera è interessata dai flussi di profughi. Inoltre, nel nostro Paese abitano importanti gruppi etnici provenienti da queste regioni. Considerando la probabilità e le conseguenze, i conflitti armati regionali in Europa fanno parte dei rischi più importanti in materia di politica di sicurezza per il nostro Paese. […]

I conflitti armati extraeuropei sono una realtà permanente, al momento attuale per esempio nel Magreb e nel Vicino Oriente, nell’Africa occidentale e centrale, in Afghanistan e nel Kashmir, in Sri Lanka e in Indonesia. A differenza dell’Europa, in numerose altre regioni i conflitti tra Stati continuano a essere assai probabili (per es. India e Pakistan, Corea del Nord e Corea del Sud). La Svizzera è interessata dai conflitti extraeuropei in misura e maniera differenti. Profughi provenienti da regioni in conflitto, anche se geograficamente lontane, cercano asilo in Svizzera. L’approvvigionamento con beni importanti può essere perturbato. In caso di scontri armati tra Stati che dispongono di armi nucleari, vi è il rischio che un eventuale impiego di queste armi possa incrementare la radioattività anche in Svizzera.

Valutazione dal punto di vista attuale: le guerre in Afghanistan e in Iraq stanno seguendo la tendenza descritta in precedenza, ossia stanno passando da guerre tra Stati a guerre interne; non ci si deve comunque aspettare che rappresentino il modello dominante nei prossimi anni. Queste guerre e le tensioni tra gli USA e alcuni Stati del Vicino e Medio Oriente nonché la Corea del Nord inducono per contro a considerare che le conseguenze sulla Svizzera di conflitti al di fuori dell’Europa potrebbero essere maggiori di quanto descritto nel CDEs XXI. Ciò è da ricondurre al fatto che, quando gli USA (eventualmente con singoli Stati europei) sono coinvolti in uno o più conflitti armati, la Svizzera è maggiormente interessata rispetto al caso di «semplici» conflitti armati tra potenze regionali o piccoli Stati geograficamente molto lontani. La Svizzera non è minacciata militarmente dai conflitti armati nei quali sono coinvolti gli USA; essi possono però porre la Svizzera di fronte a delicate decisioni in materia di politica estera e di politica di neutralità.

Per quanto riguarda i conflitti armati in Europa, le conseguenze vanno valutate sempre ancora nello stesso modo. Per contro, la probabilità dev’essere corretta verso il basso. La guerra in Cecenia continua, ma altrimenti – in Europa – il rischio di conflitti armati di vaste proporzioni (sia interni sia tra Stati) è alquanto diminuito.