Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/11: Revisione dell' ordinanza dell' Assemblea federale sull' organizzazione dell' esercito (Revisione OEs) · 38 pagine
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Le conseguenze del riesame delle valutazioni fatte in passato riguardo a minacce, pericoli e rischi conducono direttamente all’oggetto del presente messaggio, ossia la fase di sviluppo dell’esercito 2008/2011:
la rivalutazione della minaccia rappresentata dal terrorismo (e soprattutto dalle sue conseguenze permanenti per lo sforzo in materia di sicurezza) costituisce il quadro nel quale si iscrive la decisione del Consiglio federale di rafforzare i mezzi dell’esercito per impieghi di sicurezza (tanto sussidiari quanto nell’ambito della sicurezza preventiva del territorio). Anche se il pericolo del terrorismo dovesse diminuire, in una prospettiva a lungo termine occorre ipotizzare che eventuali attacchi contro la Svizzera, la sua popolazione o i suoi interessi sarebbero condotti in maniera asimmetrica; l’esercito sarebbe quindi in primo luogo necessario per impieghi di sicurezza.
La conferma della bassa probabilità di attacchi militari contro la Svizzera giustifica anche un altro aspetto della fase di sviluppo 2008/2011: la riduzione della nostra capacità di affrontare un attacco simmetrico contro il nostro Paese, mantenendo e sviluppando però il know-how e la possibilità di un potenziamento, qualora esso diventasse necessario a lungo termine.
1.1.1.2 Mutamenti del contesto in materia di politica di sicurezza
Per quanto riguarda le organizzazioni internazionali importanti sotto il profilo della politica di sicurezza, occorre soprattutto considerare l’evoluzione della NATO e dell’Unione Europea (UE). Nel caso dell’ONU, per la Svizzera il maggiore cambiamento risiede nel fatto che anch’essa ha aderito all’organizzazione. Inoltre, occorre osservare che, per quanto riguarda le forze armate, negli Stati dell’Europa occidentale si stanno delineando due tendenze: il passaggio a eserciti di professionisti e l’abbandono della difesa territoriale a favore di impieghi di reazione alle crisi al di fuori del Paese o dell’Alleanza. Negli ultimi anni, tanto nell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) quanto nel Consiglio d’Europa, non vi sono stati sviluppi che debbano essere menzionati in questa sede.
Nazioni Unite
Un evento degli ultimi anni gravido di conseguenze è stata la decisione di una coalizione di Stati guidata dagli USA di attaccare militarmente l’Iraq senza alcuna legittimazione del Consiglio di sicurezza dell’ONU. In seguito agli interventi in Afghanistan e in Iraq è diventata d’attualità la questione della necessità di modificare le condizioni per il ricorso legittimo alla forza militare; in concreto ci si chiede se e in quali circostanze è giustificato l’impiego preventivo della forza militare. Un secondo tema è l’adeguamento strutturale dell’ONU alle attuali strutture di potere del sistema internazionale, che si manifesta soprattutto nel dibattito su un possibile ampliamento del Consiglio di sicurezza. Per la Svizzera rimane prioritario il rafforzamento del diritto internazionale, segnatamente del diritto internazionale umanitario.
Per quanto riguarda il promovimento militare della pace, si è accentata la tendenza per cui gli impieghi di vasta portata non sono diretti dall’ONU, ma dalla NATO o dall’UE (oppure da organizzazioni regionali quali l’Unione Africana) sulla base di un mandato del Consiglio di sicurezza dell’ONU. Per il promovimento militare della pace da parte della Svizzera, l’ONU è fondamentale soprattutto per un aspetto: il