Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/11: Revisione dell' ordinanza dell' Assemblea federale sull' organizzazione dell' esercito (Revisione OEs) · 38 pagine

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Potenziamento

«Potenziamento» significa un incremento del profilo delle prestazioni dell’esercito attuale, realizzato – previa adozione delle pertinenti decisioni politiche – nei settori della dottrina, dell’organizzazione, dell’istruzione, del materiale e del personale qualora si delineasse un peggioramento concreto del contesto in materia di politica di sicurezza.

La situazione attuale e le prospettive future ci consentono di ridimensionare quantitativamente gli elementi dell’esercito orientati alla difesa in senso stretto. Con tali elementi del «potenziamento» sarà mantenuta e sviluppata ulteriormente la competenza per la difesa e, in parte, anche per la sicurezza dinamica del territorio. Occorre garantire che le truppe del nucleo di potenziamento della difesa possano essere orientate in primo luogo alla loro missione. Di conseguenza, dovranno poter raggiungere e mantenere un ritmo d’istruzione regolare, intenso e interrotto il meno possibile da impieghi (di sicurezza). Inoltre, per quanto riguarda l’armamento e l’equipaggiamento, sarà decisivo il fatto che questa parte dell’esercito sia equipaggiata completamente, poiché non è possibile mantenere e sviluppare ulteriormente la competenza di difesa se nel sistema mancano componenti critici.

Per l’esercito, il «potenziamento» non è un concetto totalmente nuovo. Già negli anni novanta del secolo scorso è stata decisa la rinuncia delle Forze aeree alla capacità di combattimento al suolo e, con la radiazione dal servizio dei Mirages III RS, negli ultimi anni è stata accettata anche una lacuna per quanto riguarda le capacità di ricognizione aerea. Il principio del potenziamento è pertanto già introdotto presso le Forze aeree, senza essere stato messo in discussione. Questo approccio sarà applicato per analogia anche alle Forze terrestri. In passato ciò era sostenibile dal punto di vista militare e imposto dalla situazione finanziaria; i medesimi argomenti valgono ancora oggi.

Il DDPS ha allestito uno studio di fattibilità per quanto riguarda il potenziamento. Lo studio ha evidenziato la solidità del concetto di potenziamento nonché il significato concreto di un potenziamento per la dottrina, la pianificazione, l’istruzione e l’acquisto d’armamenti. Tuttavia, dallo studio non è possibile dedurre quali sarebbero le necessità (di tempo e finanziarie) per un potenziamento concreto; esso dipenderebbe completamente dal tipo di minaccia militare concreta che si delineerebbe. Poiché un attacco militare contro la Svizzera è improbabile e – anche qualora dovesse avvenire – si situerebbe in un futuro lontano, e inoltre non è chiaro né da chi né con quali mezzi sarebbe condotto, non sarebbe sensato investire massicciamente già oggi in materiale utilizzabile soltanto per la difesa da un simile attacco e che poi risulterebbe tecnicamente obsoleto oppure, a causa della forma dell’attacco, non efficace. Anche sotto questo aspetto occorre salvaguardare la flessibilità. Riflessioni esclusivamente militari lo esigono e il senso della realtà finanziaria lo impone.

Sulla base di tale studio si può constatare che la capacità di resistenza per un’operazione di sicurezza preventiva del territorio di media entità è data. Nel caso di un’operazione di vaste proporzioni (sicurezza dinamica del territorio, controconcentrazione) è però necessario un potenziamento qualitativo e quantitativo.