Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/11: Revisione dell' ordinanza dell' Assemblea federale sull' organizzazione dell' esercito (Revisione OEs) · 38 pagine
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per esempio mediante contro-concentrazioni sul territorio svizzero) e per la difesa militare classica.
Le formazioni previste in futuro come forze di sicurezza saranno designate al più presto, istruite dal 2006 in primo luogo per la sicurezza preventiva del territorio e, se necessario, utilizzate per gli impieghi d’appoggio dell’esercito.
Gli impieghi di sicurezza preventiva del territorio comprendono per esempio compiti di guardia, la sorveglianza di settori e la protezione di assi del traffico o infrastrutture critiche. Ciò non ha nulla a che vedere con la trasformazione dell’esercito in una sorta di «polizia», poiché la sicurezza preventiva del territorio è, e rimane, un compito militare estremamente complesso. Per misure di protezione e di sicurezza ampie, durature e complesse occorrono forze organizzate, istruite ed equipaggiate militarmente, in grado, se necessario, di gestire situazioni fortemente aggravate. Nel RAPOLSIC 2000 la sicurezza del territorio viene pertanto giustamente connessa al concetto di difesa. In effetti, il passaggio dalla sicurezza preventiva del territorio alla sicurezza dinamica, compresa la difesa, può avvenire senza soluzione di continuità.
1.2.2.2 Concezione della sicurezza del territorio
(Il pertinente testo sarà inserito nel messaggio).
1.2.2.3 Mantenere la competenza per la difesa da un attacco militare
La situazione attuale e le prospettive future consentono di ridurre, sotto il profilo quantitativo, gli elementi dell’esercito orientati, in senso stretto, alla difesa da un attacco militare contro il nostro Paese: l’obiettivo di un buon livello d’istruzione lo richiede e la realtà finanziaria lo impone. Tuttavia, ciò è sostenibile soltanto se è mantenuta la possibilità, in caso di necessità, di potenziare nuovamente l’esercito in tempo utile. Il mantenimento e l’ulteriore sviluppo della competenza di difesa rimane un compito permanente dell’esercito.
Le formazioni designate per la difesa da un attacco militare (forze di difesa) potranno di principio essere addestrate senza restrizioni al combattimento difensivo militare classico, anche se un’altra parte dell’esercito – le formazioni delle forze di sicurezza – dovessero essere impiegate in permanenza.
Le forze di difesa comprenderanno un numero inferiore di formazioni di condotta, di combattimento e d’appoggio e disporranno di formazioni delle Forze aeree e delle pertinenti formazioni d’aiuto alla condotta e d’esplorazione. Tali forze di difesa costituiscono il cosiddetto «nucleo di potenziamento della difesa», che si dedicherà esclusivamente all’addestramento del combattimento interarmi e, dopo un adeguato potenziamento, sarà reso atto alla condotta di combattimenti. Conformemente allo stato attuale della pianificazione, mantenendo l’effettivo attuale dell’esercito, per le Forze terrestri ciò comporterà prevedibilmente un dimezzamento delle formazioni di combattimento e d’appoggio al combattimento. Per quanto riguarda le Forze aeree, le formazioni volanti sono necessarie, oggi e anche in futuro, per l’intera gamma degli impieghi dell’esercito. Le otto squadre d’aviazione esistenti e le relative formazioni d’appoggio corrispondono all’entità minima necessaria per garantire