Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/11: Revisione dell' ordinanza dell' Assemblea federale sull' organizzazione dell' esercito (Revisione OEs) · 38 pagine
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[La Svizzera persegue] di conseguenza i suoi obiettivi in materia di politica di sicurezza mediante una strategia di cooperazione nazionale e internazionale per la sicurezza. Essa si fonda, da un lato, sulla volontà e sulla capacità di affrontare con mezzi civili e militari idonei propri, nell’ambito di una cooperazione globale flessibile, nella misura in cui ciò è possibile ed efficace, i pericoli e i rischi per il nostro Paese e la sua popolazione. Dall’altro, essa intensifica la cooperazione in materia di sicurezza con Stati amici e con le organizzazioni internazionali laddove questi mezzi, a causa del carattere della minaccia o per motivi geografici o materiali, non sono sufficienti.
La cooperazione su scala nazionale consiste nell’attribuzione di compiti specifici e di risorse adeguate ai differenti settori della politica di sicurezza a livello di Confederazione, Cantoni e Comuni, nonché nella loro cooperazione coordinata in caso di necessità.
La cooperazione con l’estero consiste nell’impegno, di preferenza preventivo ma se necessario anche reattivo, al di là delle nostre frontiere, nell’ambito di azioni internazionali coordinate, allo scopo di gestire crisi, stabilizzare regioni scosse da disordini o, più in generale, rafforzare solidalmente i preparativi in materia di sicurezza.
Le riflessioni che nel 1999 hanno portato alla formulazione di questa strategia fondamentale mantengono la loro validità: la cooperazione in Svizzera (denominata «Cooperazione nazionale per la sicurezza») è irrinunciabile tanto per motivi politici quanto nell’interesse dell’efficienza e dell’efficacia; essa non è nemmeno contestata. Il motivo principale della cooperazione internazionale (con Stati esteri e organizzazioni internazionali) – il crescente carattere transfrontaliero delle minacce e dei pericoli nonché il fatto che la maggior parte di tali minacce e pericoli può essere affrontata con buone probabilità di successo soltanto nell’ambito di una cooperazione internazionale – si è ulteriormente consolidato, sia in relazione alle epidemie che al terrorismo. A livello di esercito, due ulteriori motivi a favore della cooperazione internazionale si sono pure consolidati, segnatamente la pressione finanziaria (le spese per la difesa nazionale nel 2006 sono inferiori di oltre il 13 % a quelle del 1999) e la necessità di svolgere all’estero determinati segmenti dell’istruzione.
Un ridimensionamento della cooperazione internazionale in materia di politica di sicurezza nell’intento di raggiungere la massima autonomia sarebbe pertanto, per la sicurezza del Paese e della popolazione, ancora meno appropriato di quanto non lo fosse già alcuni anni addietro. Gli interessi della Svizzera in materia di sicurezza richiedono una cooperazione internazionale, la neutralità ammette tale cooperazione (ponendole contemporaneamente dei limiti), motivi di carattere finanziario e tecnico (armamento, istruzione) addirittura la impongono. Gli ultimi anni hanno evidenziato che il Consiglio federale e il Parlamento sono in grado di attuare la «sicurezza attraverso la cooperazione» in modo tale che non ne risultino coinvolgimenti indesiderati in conflitti internazionali.
1.1.1.5 Missioni dell’esercito
Nel RAPOLSIC 2000 (e anche nel CDEs XXI), le missioni dell’esercito sono definite come segue:
I compiti dell’esercito sono: i contributi per il sostegno internazionale alla pace e la gestione delle crisi, la sicurezza del territorio e la difesa nonché gli impieghi sussi-