Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/11: Revisione dell' ordinanza dell' Assemblea federale sull' organizzazione dell' esercito (Revisione OEs) · 38 pagine
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nuovo rapporto sulla politica di sicurezza e/o un nuovo concetto direttivo per l’esercito.
Per tale motivo, le affermazioni fatte a suo tempo riguardo a
– minacce, pericoli e rischi
– contesto in materia di politica di sicurezza
– interessi e obiettivi in materia di politica di sicurezza
– strategia fondamentale in materia di politica di sicurezza
– missioni dell’esercito
saranno esaminate per verificare se oggi corrispondono ancora alla realtà.
1.1.1.1 Mutamenti delle minacce, dei pericoli e dei rischi
Nel seguito si illustrerà in quale misura oggi sono ancora valevoli le affermazioni concernenti le minacce, i pericoli e i rischi rilevanti per l’esercito contenute nel RAPOLSIC 2000 e nel CDEs XXI. Al riguardo, saranno citati testualmente e, per quanto possibile, in maniera completa, passaggi estratti dai due documenti; successivamente, per ogni minaccia o pericolo si valuterà in quale misura le valutazioni fatte a suo tempo debbano essere riviste.
Diminuzione dei fattori di minaccia militare tradizionali
RAPOLSIC 2000:
[…] I tempi di preallarme per le operazioni di vasta portata con mezzi convenzionali si esprimono ora in anni. Ciò non vale per contro per le armi di distruzione di massa. Nel caso di quest’ultime, occorre segnatamente considerare il rischio che possano cadere nelle mani di gruppi non statali ed essere impiegate senza alcun preavviso nell’ambito di azioni terroristiche.
Globalmente, la fine della guerra fredda ha significato per la Svizzera un considerevole aumento della sicurezza militare. Ciò è vero anche nel caso in cui si tenga conto del fatto che continuano ad essere mantenute forze armate potenti e assicurate le loro capacità di crescita, che vengono costantemente modernizzate armi di elevate prestazioni e collaudati nuovi mezzi di combattimento. È vero che in Europa, contrariamente agli ultimi decenni, infuriano nuovamente conflitti armati, ma le loro conseguenze dirette, soprattutto quelle di natura militare, sono regionalmente limitate. Un’estensione dal punto di vista geografico tale da coinvolgere la Svizzera non è mai da escludere completamente. A differenza dell’epoca della guerra fredda, è però poco probabile che vi sia una progressione fino a giungere a un conflitto militare tra grandi Stati.
CDEs XXI:
Un attacco militare contro la Svizzera è, dal punto di vista della politica di sicurezza, il rischio estremo che metterebbe in gioco l’esistenza stessa del Paese. Con la fine della guerra fredda, la probabilità di un simile attacco è diminuita e oggi è da considerarsi molto esigua. Da un lato, è più difficile di un tempo attribuire a un qualsiasi Stato europeo intenzioni aggressive la cui concretizzazione minaccerebbe militarmente anche la Svizzera; dall’altro, in Europa la quantità dei mezzi bellici