Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/11: Revisione dell' ordinanza dell' Assemblea federale sull' organizzazione dell' esercito (Revisione OEs) · 38 pagine
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Proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei sistemi d’arma a lunga gittata
RAPOLSIC 2000:
La minaccia rappresentata dalle armi di distruzione di massa nella forma di una guerra nucleare globale è passata in secondo piano. Tuttavia, la proliferazione nucleare continua, in parte anche grazie al comportamento di certe potenze nucleari. In tal modo, aumenta il rischio di conflitti nucleari regionali. Al di fuori del campo d’applicazione della Convenzione sulla proibizione delle armi chimiche, alcuni programmi concernenti armi chimiche sono ancora in corso. L’utilizzazione a fini militari di biotecnologie diventa possibile per un numero sempre maggiore di Stati. I missili balistici a lunga gittata assumono importanza quali vettori per armi di distruzione di massa. I trasferimenti di tecnologia da Stati con un’industria bellica altamente sviluppata, come pure la reciproca cooperazione, hanno consentito ad altri Stati di dotarsi di una propria industria missilistica.
Particolarmente minacciosa è la possibilità, sempre meno da escludere, che armi di distruzioni di massa possano sfuggire al controllo statale e cadere nelle mani di gruppi terroristici.
A livello internazionale, il ventaglio delle risposte alla minaccia rappresentata dalle armi di distruzione di massa comprende la dissuasione, gli attacchi preventivi nonché le misure di difesa attive e passive. La Svizzera è in grado di realizzare autonomamente soltanto misure di protezione passive. Per una protezione fondata su misure di difesa attive (p. es. minacce di rappresaglia o difesa antimissile), essa dovrebbe, a causa di imperativi tecnologici e finanziari, cercare la cooperazione o l’aiuto internazionale; ciò vale segnatamente anche per la difesa dalle minacce terroristiche di impiegare armi di distruzione di massa.
CDEs XXI:
Per quanto riguarda le armi di distruzione di massa, i missili balistici e i missili da crociera, la proliferazione è una realtà, malgrado le differenti misure che la limitano o la ostacolano, ma non possono impedirla completamente (trattato di non proliferazione nucleare, convenzioni sulle armi biologiche e chimiche, accordi sul controllo delle esportazioni di tecnologia nucleare e missilistica). Rimangono tuttavia incertezze in merito a quali Stati (o eventualmente anche gruppi non statali) avranno accesso a tali mezzi, quando, in quale modo e contro chi essi li impiegheranno. Eccettuati gli arsenali delle cinque potenze nucleari (Francia, Gran Bretagna, Russia, USA e Repubblica Popolare Cinese), l’Europa può essere raggiunta puntualmente da missili balistici soltanto alla sua periferia meridionale. Vi è tuttavia la possibilità che tra qualche anno numerosi Paesi europei, tra i quali anche la Svizzera, vengano a trovarsi nel raggio d’azione di missili balistici provenienti dal settore sud del Mediterraneo oppure dal Vicino o dal Medio Oriente. La proliferazione dei missili da crociera dovrebbe essere più lenta, in quanto la padronanza della pertinente tecnologia è più difficile da conseguire.
Valutazione dal punto di vista attuale: la proliferazione è un dato di fatto; per quanto riguarda la questione della probabilità, si può trattare soltanto di valutare se la Svizzera è toccata dalle conseguenze di detta proliferazione. Ciò è diventato tendenzialmente un poco più probabile. Anche se non vi sono più rischi per quanto riguarda l’Iraq, la Corea del Nord ha dichiarato di possedere armi nucleari e sussistono considerevoli sospetti che il programma nucleare iraniano serva anche a scopi militari.