Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/11: Revisione dell' ordinanza dell' Assemblea federale sull' organizzazione dell' esercito (Revisione OEs) · 38 pagine

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nostro Paese viene spesso comparato. Il raddoppio dell’attuale contributo della Svizzera fino a raggiungere un effettivo dell’ordine di circa 500 militari è appropriato, anche se non raggiunge il livello quantitativo dei Paesi menzionati. In vista di impieghi di promovimento della pace, l’esercito dovrebbe essere in grado di offrire un’ampia gamma di capacità per impieghi al di sotto della soglia degli impieghi di combattimento veri e propri.

Difesa: poiché è estremamente improbabile che l’esercito, fino alla metà del prossimo decennio, debba essere impiegato per la difesa da un attacco militare convenzionale contro la Svizzera, sotto il profilo della politica di sicurezza è sostenibile rinunciare al mantenimento di una capacità e prontezza permanenti («pouvoir faire») per affrontare un attacco militare contro la Svizzera a favore del mantenimento di una competenza («savoir faire») in materia. Ciò consentirebbe, se necessario, di conseguire in tempo utile la capacità di difesa mediante un potenziamento adeguato alla minaccia. In questo contesto, considerando i rischi attuali, è per contro aumentata l’importanza della missione parziale «sicurezza del territorio».

Appoggio alle autorità civili: l’esercito dev’essere in grado di gestire ancora meglio gli impieghi di sicurezza nonché i sovraccarichi risultanti da eventi particolari e, in caso di pericolo acuto, di rafforzare con una forte presenza la sicurezza del Paese e della popolazione appoggiando le autorità civili laddove si manifestano le minacce più acute – di regola mediante impieghi sussidiari di sicurezza; se necessario anche mediante impieghi di sicurezza del territorio. Al riguardo, è necessario rafforzare la fanteria e focalizzarne l’istruzione e l’equipaggiamento sulla sicurezza del territorio; ciò implica anche la trasformazione di una parte degli attuali reparti blindati e d’artiglieria in formazioni di fanteria.

1.2 Fase di sviluppo dell’esercito 2008/2011

1.2.1 Motivi

La fase di sviluppo dell’esercito 2008/2011 serve innanzitutto, e soprattutto, a orientare l’esercito alle minacce e ai pericoli più probabili del presente e dell’immediato futuro. Contemporaneamente, all’esercito viene offerta l’opzione di sviluppare in tempo utile le capacità per poter affrontare anche minacce considerate oggi poco probabili. Infine, la fase di sviluppo dell’esercito 2008/2011 contribuisce alla realizzazione delle direttive di risparmio dei programmi di sgravio 2003 e 2004.

Attualmente, e probabilmente per un lungo periodo, la Svizzera e i suoi abitanti non sono, né saranno minacciati, da altri eserciti, ma da minacce «al di sotto della soglia bellica», in particolare dal terrorismo. Già oggi l’esercito fornisce un contributo al rafforzamento delle misure di sicurezza ed esso dev’essere pronto, nel caso di una acuta minaccia terroristica, a fornire un contributo ancora maggiore. Ciò è stato di principio già considerato in occasione della concezione di Esercito XXI. Non è però stato anticipato che la minaccia terroristica si sarebbe mantenuta per anni, in permanenza, a un livello molto elevato, cosicché non si tratta più di gestire sovraccarichi temporanei e a breve termine, bensì di gestire un’acuta minaccia durevole che richiede anche un maggiore impegno permanente per la sicurezza. Per orientare in maniera ottimale l’esercito alle minacce e ai pericoli attuali e dell’immediato futuro, devono pertanto essere rafforzati i suoi mezzi destinati agli impieghi di sicurezza –