Rapporto in adempimento dei due postulati Fluri (05.3247) e Lauri (05.3363) concernenti la cassa pensioni ASCOOP
Consultazione 2007/115: Risanamento della Cassa pensioni FFS · 38 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 20Fedlex · Rapporto esplicativo
– ulteriori uscite: al 31 dicembre 2005 sono uscite da ASCOOP 18 imprese con 1260 assicurati attivi e 400 beneficiari di rendite. Alla fine del 2007 altre 4 imprese con 280 assicurati attivi e 110 beneficiari di rendite hanno lasciato ASCOOP. Se le imprese più grandi e finanziariamente più solide possono permettersi di lasciare ASCOOP e finanziare eventualmente il conseguente deficit di copertura, i casi difficili rimangono tendenzialmente nella cassa pensioni ASCOOP. Con le uscite si deteriora la compensazione dei rischi tra le casse di previdenza, poiché le prestazioni per i rischi vengono riunite a livello della fondazione collettiva (e non della singola cassa di previdenza); inoltre le spese amministrative sono ripartite tra un numero minore di persone. Sussiste quindi la probabilità che la cassa pensioni ASCOOP sia costretta ad aumentare i contributi per i rischi e quelli per le spese amministrative.
Il rendimento previsto di una cassa di previdenza dipende dalla struttura degli effettivi. Se non si adottassero ulteriori misure, si dovrebbero conseguire rendimenti previsti tra il 4 per cento (cassa di previdenza con soli assicurati attivi) e l’8 per cento (cassa di previdenza con soli beneficiari di rendite). Come menzionato, le probabilità di conseguire un rendimento medio del 5 per cento durante il risanamento sono inferiori al 50 per cento.
Persiste dunque il rischio che le misure di risanamento adottate finora siano insufficienti per sanare entro 15 anni tutte le casse di previdenza affiliate ad ASCOOP. Dato che le casse di previdenza hanno strutture molto differenti e di conseguenza evolvono in modo diverso, il consiglio di fondazione dovrebbe sviluppare per ogni cassa di previdenza un piano di risanamento separato. Ciò non è attuabile. Si è pertanto scelto un modo di procedere volto a garantire la copertura completa di ogni cassa di previdenza entro il termine concesso dall’UFAS (15 anni), indipendentemente dalla struttura e da altri fattori. Per questi motivi, il 4 giugno 2008 il consiglio di fondazione di ASCOOP ha deciso di adeguare il piano di risanamento introdotto al 1° luglio 2006 e applicabile a tutte le casse di previdenza.
Esso ha preso le seguenti decisioni:
• il piano di risanamento introdotto al 1° gennaio 2006 viene precisato mediante
la determinazione di un grado di copertura minimo a crescita lineare, per cui la cassa di previdenza raggiunge in 15 anni, a partire dal 1° gennaio 2006, un grado di copertura del 100 per cento;
• il grado di copertura minimo è applicato in modo uniforme a tutte le casse di
previdenza, il grado di copertura iniziale è dell’81,23 per cento al 31 dicembre 2009;
• ogni cassa di previdenza deve raggiungere ogni anno almeno il grado di
copertura minimo prescritto;
• è tuttavia imperativo che ogni cassa di previdenza raggiunga il grado di
copertura minimo prescritto al 31 dicembre 2011, 31 dicembre 2014, 31 dicembre 2017 e al 31 dicembre 2020. In caso contrario, il datore di lavoro è tenuto a versare la differenza. Questo obbligo è inserito nel contratto di
affiliazione e la sua inosservanza comporta lo scioglimento del contratto (conformemente al regolamento sulla liquidazione parziale);