Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/34: Legge federale sull'organizzazione delle autorità penali della Confederazione (Legge sull'organizzazione delle autorità penali, LOAP) · 35 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 14Fedlex · Rapporto sui risultati

generali», ma soltanto «istruzioni» e che non menzioni «Consiglio federale» e «DFGP», ma unicamente «autorità di vigilanza». Secondo la FSA inoltre la versione francese del capoverso 3 dovrebbe corrispondere maggiormente alla versione tedesca e propone la seguente formulazione: «Sont exclues toutes instructions, dans un cas d’espèce, sur l’ouverture, le déroulement, […]».

La FSA osserva anche che la LOAP disciplina unicamente la vigilanza generale e non quella giuridica («surveillance juridictionnelle»). Per garantire la legittimità dell’istruzione, non occorre soltanto una possibilità d’intervento nel quadro di una procedura di ricorso (cfr. art. 393 segg. CPP). Una vigilanza giuridica completa dovrebbe anche comprendere la possibilità d’intervenire d’ufficio nel caso concreto - tramite un’autorità di ricorso o un’altra autorità - qualora non fosse a disposizione un rimedio giuridico. L’avamprogetto sarebbe pertanto lacunoso. Questo problema andrebbe assolutamente risolto.

Rifiuto della vigilanza da parte del Consiglio federale

a) Motivi

Svariati partecipanti alla consultazione respingono esplicitamente la proposta di affidare al Consiglio federale la vigilanza sul Ministero pubblico o perlomeno la mettono seriamente in dubbio (AR, BE, FR, JU, LU, NW, ZG, TPF, PPD, PLR, VERDI, OW, PS, GDS, USS, UCS, Gilliéron) adducendo motivi simili.

ƒ La discussione dogmatica sull’assegnazione del Ministero pubblico al potere giudiziario o

a quello esecutivo sarebbe troppo vaga e teorica (TPF).

ƒ Il problema risiederebbe piuttosto nel fatto che questa proposta offrirebbe alle cerchie poli-

tiche la possibilità indesiderata di esercitare la propria influenza, pregiudicando l’indipendenza del MPC (TPF, AR, LU, OW, NW, ZG, FR, PPD, PLR, PS, VERDI, USS, GDS, Gilliéron).

L’accresciuto potere del procuratore generale della Confederazione secondo il modello «procuratore pubblico II» non sarebbe conciliabile con le possibilità del potere esecutivo d’influire sulle attività concrete (decisioni riguardanti il personale, budget finanziario), poiché in questo modo il Ministero pubblico sarebbe esposto all’influenza politica diretta del potere esecutivo (TPF; di avviso simile: LU, PPD, PLR, PS). I limiti istituzionali esistenti non permetterebbero di arginare l’influenza del DFGP (TPF, NW, PLR). Per poter influire in modo determinante a livello informale anche senza la competenza d’impartire singole istruzioni, sarebbero sufficienti la competenza in materia di nomina, la sovranità finanziaria e la competenza di valutazione a livello materiale (TPF, PLR).

D’altro canto, l’interesse dei mass media per il MPC potrebbe mettere sotto pressione il Consiglio federale o il capo del DFGP (TPF). Non andrebbe inoltre esclusa l’eventualità dell’esercizio di un’influenza politica da parte dell’estero sul Consiglio federale (TPF, VERDI). Quest’ultimo potrebbe essere tentato di trasmettere la pressione al Ministero pubblico e quindi influire sul suo modo di lavorare (TPF).

ƒ Il fatto che il capo del DFGP, oltre a essere il capo della Polizia giudiziaria federale e del

Servizio di analisi e prevenzione (SAP), eserciti anche la vigilanza sul MPC rappresenta una concentrazione problematica di potere (TPF). Anche ZG e il PS reputano problematica la posizione forte del DFGP, poiché in ultima istanza le decisioni sarebbero preparate soprattutto a livello dipartimentale e quindi di fatto la vigilanza verrebbe praticamente sempre esercitata dal DFGP.

ƒ PS cita il caso Rorschacher per corroborare il suo parere.