Rapporto sui risultati
Consultazione 2011/105: Legge federale sulla cooperazione con le autorità straniere e sulla tutela della sovranità svizzera. Decreto federale sull'approvazione di due convenzioni europee in materia amministrativa · 34 pagine
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Swiss-American Chamber of commerce (da notare che il parere riguarda essenzialmente la questione dei giuristi d’impresa e rileva come in nessun caso il progetto di legge debba dare l’impressione di costituire un «blocking statute»; di conseguenza, questo parere è
difficilmente classificabile tra quelli chiaramente favorevoli al progetto).
Università di Basilea (cattedra di diritto europeo)
Sono sostanzialmente contrari al progetto:
Giuristi e giuriste democratici svizzeri (GDS)
Camera fiduciaria
SwissHoldings
Federazione dell’industria orologiera svizzera (FH)
Interpharma
Università di Friburgo (cattedra di diritto penale e di filosofia del diritto)
Università di Berna (Istituto di diritto internazionale privato e processuale civile)
M. Felix Dasser (che è socio di Homburger SA, ma qui esprime il suo parere personale)
Da notare inoltre che SwissHoldings e Interpharma concentrano la loro attenzione quasi eesclusivamente sulla questione dei giuristi d’impresa.
III Principali osservazioni concernenti gli aspetti materiali
Le critiche formulate in merito al progetto si concentrano sui seguenti aspetti:
1. La relazione tra le disposizioni della legge e le disposizioni settoriali è giudicata a
volte poco chiara.
2. La protezione giuridica di alcune categorie di persone (in relazione alla trasmissione
di dati) è giudicata anch’essa insoddisfacente da diversi partecipanti alla procedura di consultazione (in particolare da PS, USS, Camera fiduciaria e GDS). Queste critiche sollevano in particolare la questione della pressione dei gruppi d’interesse e del peso degli interessi economici.
3. Il problema dei giuristi d’impresa. Numerosi partecipanti alla procedura di consultazione (PPD, PLR, UDC, economiesuisse, Interpharma, SwissHoldings, FH, Swiss-American Chamber of commerce) ritengono che la risposta data dal progetto a questo problema sia insoddisfacente.
4. La portata dell’articolo 271 del Codice penale (CP) e le disposizioni a esso attinenti
contenute nel progetto fanno anch’esse parte delle osservazioni più importanti. Se, da un punto di vista generale, la volontà di definire le condizioni per le autorizzazioni è vista con favore, sono state formulate anche critiche sostanziali sul modo in cui l’articolo 271 CP viene interpretato e sulla necessità di rivedere questa norma (cfr. in particolare i pareri dell’Università di Berna e di F. Dasser).
5. Infine, la parte relativa alle misure di protezione della sovranità fa anch’essa discutere. Il legame tra questa parte e quella relativa alle autorizzazioni implicate dall’articolo 271 CP è giudicato a volte poco chiaro. D’altro canto, i dubbi espressi riguardano sia il valore aggiunto creato da tali disposizioni quanto il loro carattere potenzialmente controproducente.