Rapporto esplicativo

Consultazione 2011/57: Ordinanza sulle poste · 31 pagine

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to (laddove ciò e possibile) e corrisponde a circa un chilometro. Se non è tenuta a offrire la distribuzione a domicilio, la Posta deve prevedere una soluzione alternativa. Può per esempio ridurre la frequenza di distribuzione secondo l’articolo 14 capoverso 3 LPO, designare un punto di distribuzione alternativo (p. es. un impianto di distribuzione sul tragitto verso il più vicino insediamento abitato tutto l’anno) oppure obbligare il destinatario a ritirare la posta presso l’ufficio di distribuzione più vicino. Prima di prendere una tale decisione, tuttavia, deve consultare il destinatario. Questa norma concernente la distribuzione è più dettagliata di quella in vigore e impone alla Posta nuove prescrizioni, ma corrisponde per lo più alla prassi attuale.

Spetta alla Posta valutare nel singolo caso se si tratta di un insediamento abitato tutto l’anno o se un’abitazione appartiene a un tale insediamento. Se nell’area di un ettaro a partire da una casa abitata tutto l’anno si trovano altre quattro case abitate tutto l’anno, si tratterà in generale di un insediamento abitato tutto l’anno ai sensi della LPO e dell’OPO. Sono considerate abitate tutto l’anno anche le case che, per un certo tempo, restano vuote a causa di assenze ordinarie come ferie, malattia ecc. Non rientrano invece in questa categoria le case di villeggiatura e quelle per il fine settimana.

Le controversie riguardanti l’obbligo della distribuzione a domicilio sono di natura civilistica in quanto si basano su un rapporto contrattuale tra la Posta e il destinatario. In un caso del genere gli interessati possono quindi rivolgersi all’organo di conciliazione secondo l’articolo 59 segg. ovvero proporre un’azione civile.

La distribuzione nelle caselle postali non è considerata distribuzione a domicilio ai sensi della presente disposizione e non è oggetto dell’obbligo di fornire il servizio universale.

Tempi di consegna in Svizzera (art. 32)

Per garantire una buona qualità del servizio universale su tutto il territorio svizzero sono previste disposizioni concernenti il rispetto delle due velocità di trasporto (tempi di consegna) stabilite per le lettere e i pacchi nazionali secondo l’articolo 29 capoverso 1 lettera a. Queste prescrizioni, ora ancorate a livello di ordinanza, sono state in parte riprese dagli obbiettivi strategici 2010-2013. La Posta deve rispettare le due velocità di trasporto di cui all’articolo 29 capoverso 1 lettera a almeno nel 97 per cento dei casi per le lettere nazionali e almeno nel 95 per cento dei casi per i pacchi nazionali. Le misurazioni avvengono separatamente per le lettere e i pacchi e per le due velocità di trasporto (rispettivamente il primo giorno feriale successivo al giorno della consegna ed entro il terzo giorno feriale successivo al giorno della consegna; oggi posta A e B), il che fornisce in totale quattro misurazioni. Non devono invece essere misurati i tempi di consegna per le lettere e i pacchi transfrontalieri (art. 29 cpv. 2), gli invii di massa (art. 29 cpv. 1 e 2 lett. b) e i servizi supplementari (art. 29 cpv. 4). Per quanto riguarda le lettere e i pacchi transfrontalieri, la Posta può avere solo un influsso limitato sulla velocità di trasporto, dato che nella fornitura della prestazione sono coinvolti anche fornitori stranieri di servizi postali.

I metodi per la misurazione dei tempi di consegna devono tenere conto sia del criterio dell’esattezza che di quello della proporzionalità dei costi cagionati. A causa dei diversi sistemi logistici, i metodi applicati alle lettere e ai pacchi possono essere diversi. La Posta deve far certificare i metodi di misurazione da un organo specializzato riconosciuto e indipendente. La PostCom approva i metodi e le relative modifiche. I costi delle misurazioni sono a carico della Posta.

Raggiungibilità (art. 33)

Quale secondo provvedimento per garantire una buona qualità del servizio universale in tutto il Paese sono previste disposizioni concernenti la raggiungibilità della rete di uffici e agenzie postali. La prassi odierna, secondo cui il 90 per cento della popolazione residente permanen-