Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/101: Iniziativa popolare «Per una cassa malati pubblica» e controprogetto indiretto (Modifica della Legge federale sull'assicurazione malattie; LAMal) · 34 pagine

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la differenza sostanziale di non poter cambiare cassa se la qualità dei servizi prestati non li soddisfa o se sorgono incompatibilità con il personale incaricato.

3.1.5 Posizione di monopolio della cassa malati pubblica e sue ripercussioni

L’istituzione di una cassa pubblica nazionale per l’esercizio dell’assicurazione malattie obbligatoria porta inevitabilmente a una situazione di monopolio con le seguenti conseguenze:

– come detto in precedenza, a differenza di quanto avviene oggi, gli assicurati non avrebbero la possibilità di cambiare assicuratore nel caso in cui non siano soddisfatti dei servizi ricevuti;

– la cassa malati pubblica, a causa dell’assenza di pressione concorrenziale, sarebbe meno motivata a ridurre i costi. La presenza di più casse malati in concorrenza tra loro incentiva invece maggiormente l’efficienza e l’innovazione;

– i confronti con l’estero mostrano che le situazioni di monopolio nell’assicurazione di base influiscono sulla ripartizione del finanziamento tra assistenza di base e assistenza complementare. Nei sistemi di questo tipo, il fabbisogno di forme di assistenza e assicurazione al di fuori dell’assicurazione di base tende ad aumentare, in quanto qualità e disponibilità dei servizi sono determinate da strutture in concorrenza e corrispondono quindi meglio alle preferenze della domanda.

3.1.6 Una cassa malati pubblica per arginare i costi?

Lo scopo principale dell’iniziativa popolare è l’istituzione da parte della Confederazione di una cassa pubblica nazionale cui affidare l’esercizio dell’assicurazione malattie obbligatoria. L’obiettivo prioritario non è quindi quello di arginare i costi. Non sono nemmeno previsti impegni espliciti volti ad adottare misure in tal senso.

Secondo le argomentazioni dei promotori, una cassa unica ridurrebbe i costi amministrativi. Viene citato in particolare l’azzeramento delle spese pubblicitarie e dei costi legati ai cambiamenti di cassa. Se, in effetti, da un lato con una cassa unica determinati costi sono destinati a sparire o a ridursi, dall’altro bisogna tenere conto dei notevoli oneri di ristrutturazione destinati a ripercuotersi per anni sui conti. È lecito inoltre dubitare che un istituto assicurativo in posizione di monopolio funzioni in modo più efficiente e riesca a tenere sotto controllo i costi delle prestazioni meglio delle attuali casse malati. Va poi precisato che, in regime LAMal, il numero di casse malati cui è affidato l’esercizio dell’AOMS si è ridotto da 145 nel 1996 a 62 nel 2012. Per quanto riguarda i costi amministrativi – in franchi per assicurato – è stato constatato dapprima un calo da 133 (1996) a 118 (1999) e, successivamente, un aumento a 160 franchi (2011). La progressione annua dei costi amministrativi sull’intero periodo ammonta quindi all’1,2 per cento e, a meno che non si prendano in considerazione i dati solo a partire dal 1999, risulta essere leggermente inferiore alla crescita delle retribuzioni in Svizzera attestata dall’indice dei salari pubblicato dall’Ufficio federale di statistica (1,3 %).