Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/112: Revisione della legge sul contratto d'assicurazione (LCA) · 38 pagine
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dovrebbe poter essere ancora assicurato nel momento in cui venissero rivendicati diritti al risarcimento dei danni o alla riparazione morale e quindi ben oltre la data di cessazione dell’attività professionale se non addirittura dopo la sua morte.
ASA, ACS, ma anche TCS, santésuisse, ÖKK, Assura e Groupe Mutuel nonché USC bocciano la norma sull’estensione della responsabilità che è stata proposta. Per l’ASA la norma riguarda 25 rami assicurativi e costituisce una grave ingerenza nella definizione della gamma di prodotti di un assicuratore. Se ne ravvedono il bisogno, già oggi le compagnie di assicurazione sono in grado di offrire prodotti che prevedono un’estensione della responsabilità. Stabilire nella legge un’estensione quinquennale della responsabilità per tutti i prodotti assicurativi determinerebbe un aumento dei costi, e questo non può essere nell’interesse degli stipulanti. L’obbligo di estensione della responsabilità creerebbe non pochi problemi soprattutto per quanto riguarda l’assicurazione della protezione giuridica, l’assicurazione malattia complementare, l’assicurazione collettiva contro le malattie nonché le assicurazioni sulla vita. Santésuisse, ÖKK, Assura e Groupe Mutuel aggiungono anche che per quanto riguarda l’assicurazione contro le malattie è praticamente impossibile stabilire il momento dell’insorgenza di una malattia. È per questo motivo che si applica il principio basato sulla data del trattamento. C’è poi la questione di sapere cosa succederebbe se una compagnia di assicurazione suppletiva - pur applicando il principio basato sulla data del trattamento - escludesse una malattia che già si era manifestata nel periodo di validità del precedente contratto di assicurazione. L’estensione della responsabilità sarebbe applicabile anche a questa specifica malattia? Un altro dubbio riguarda ciò che potrebbe accadere in caso di passaggio non diretto a un altro assicuratore. Per questo genere di casi le compagnie di assicurazione contro le malattie hanno già stipulato tra loro una convenzione di libero passaggio (Freizügigkeitsabkommen FZA) in virtù della quale in caso di passaggio a una nuova compagnia di assicurazioni quest’ultima si fa carico di una pratica aperta e non ancora conclusa. La norma di estensione della responsabilità proposta potrebbe determinare la fine di questa convenzione e non da ultimo quindi far anche aumentare i casi di controversie. Inoltre un’estensione della responsabilità verrebbe percepita come inaccettabile nei casi di risoluzione del contratto per ritardato pagamento del premio.
1.6.4 Casi d’assicurazione pendenti (art. 35c AP-LCA)
ASA e Assura bocciano la regola proposta per i casi di assicurazione pendenti. In primo luogo la collocazione nell’articolo 35d, che riguarda l’assicurazione contro le malattie e gli infortuni, non rispetta la sistematica della legge. In secondo luogo la norma contraddice la decisione di rinvio del Parlamento, che stabilisce chiaramente la necessità di evitare inutili ingerenze nella libertà contrattuale. Anche il Groupe Mutuel è contrario alla regola proposta riguardo ai casi di assicurazione pendenti. Già oggi tra le compagnie di assicurazione contro le malattie esiste una convenzione di libero passaggio in virtù della quale in caso di passaggio a una nuova compagnia di assicurazioni quest’ultima si fa carico di una pratica aperta e non ancora conclusa. La regola proposta renderebbe obsoleta questa convenzione limitando oltremisura la libertà contrattuale. Per contro, FPC, ACSI e FRC si dichiarano esplicitamente a favore della regola proposta.
1.6.5 Revoca dell’autorizzazione; conseguenze di diritto privato (art. 36 AP- LCA)
Secondo il Centre Patronal la revoca dell’autorizzazione ad esercitare l’attività assicurativa costituisce un motivo importante che dà diritto a recedere in via straordinaria dal contratto di assicurazione ai sensi dell’articolo 35b AP-LCA. Il Centre Patronal propone quindi di abrogare