Rapporto OIAt OEn
Consultazione 2017/33: Pacchetto d'ordinanze in materie ambientale, primavera 2018 · 39 pagine
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Pacchetto di ordinanze ambientali primavera 2018 Rapporto esplicativo Consultazione OIAt
a legna vecchi e nuovi di vari tipi, mostra la possibilità di rispettare in particolare i nuovi valori limite per le polveri fini25.
I nuovi valori limite della categoria fino a 70 kW si applicano sia agli impianti a combustione alimentati con legna allo stato naturale sia ai cosiddetti impianti alimentati con scarti di legno dell’industria di trasformazione del legno, in cui sono impiegati quale combustibile scarti di legno secondo l’allegato 5 cifra 31 capoverso 1 lettera c.
Nella tabella alla cifra 522 capoverso 1, i valori limite sono suddivisi secondo la categoria di impianti a combustione e non più, come finora, secondo gli inquinanti, in modo da migliorare la visibilità.
Conformemente ai requisiti del Protocollo di Göteborg, riveduto nel 2012, i due nuovi capoversi 2 e 3 fissano valori limite per gli ossidi di zolfo e di azoto conformi allo stato della tecnica per gli impianti a legna molto grandi (oltre 50 MW).
Il contenuto dei capoversi 2 e 3 vigenti resta invariato, ma è trasferito ai capoversi 4 e 5.
Allegato 3 cifra 523
Di norma, le emissioni inquinanti delle caldaie sono elevate soprattutto quando funzionano a carico parziale (potenza termica nominale dimezzata o inferiore) o nelle fasi di accensione e spegnimento. L’impiego di accumulatori di calore può servire a evitare, nei limiti del possibile, le fasi di esercizio con valori di emissione più elevati, stoccando temporaneamente il calore non necessario nell’immediato in un accumulatore tampone e cedendolo al sistema di riscaldamento successivamente. Ciò consente di far funzionare l’impianto a combustione a pieno carico anche nei periodi con un fabbisogno energetico ridotto – in particolare nei periodi di transizione o in estate –, riempire l’accumulatore e successivamente spegnere l’impianto per periodi prolungati invece di farlo funzionare con fasi di combustione non ottimali o di accenderlo e spegnerlo spesso.
Per questo motivo, le prescrizioni rudimentali in materia di stoccaggio della cifra 523 OIAt, applicabili alle caldaie a carica manuale solo nel caso in cui non rispettano i valori limite funzionando al 30 per cento del carico, sono ampliate fissando volumi minimi per la capacità di stoccaggio delle caldaie a carica manuale e automatica con una potenza termica nominale fino a 500 kW: le caldaie a carica manuale devono essenzialmente essere in grado di assorbire la quantità di calore ceduta da una carica di legna, mentre per quelle a carica automatica è prescritto un volume di 25 litri per kW di potenza termica nominale. Questa disposizione non si applica agli impianti a pellet con una potenza inferiore a 70 kW, poiché sono soggetti a una forte evoluzione e gli impianti modulanti possono funzionare a basse emissioni anche a carico parziale.
Per gli impianti multicaldaia non è necessario dimensionare l’accumulatore tampone per la potenza complessiva, visto che in questi casi i singoli impianti a combustione possono essere fatti funzionare in modo scaglionato, in funzione del fabbisogno di calore. Per questo motivo, qui è possibile prevedere accumulatori più piccoli. Spetta all’autorità esecutiva stabilire ciò nel singolo caso, eventualmente utilizzando come criterio le prescrizioni di «QM Holzheizwerke»26.
Per i grandi impianti con una potenza termica nominale superiore a 500 kW si rinuncia a disciplinare la capacità di accumulazione, dal momento che spesso si tratta di reti di riscaldamento
25 Standortbestimmung Wohnraumfeuerungen - Feldmessungen CO- und Staubemissionen, VHP su mandato dell’UFAM, 2015 (in tedesco, riassunto in italiano)
26 FAQ 21 di QM Holzheizwerke (in tedesco e francese) 26/39 054.11-00003/00006/00002/Q113-0319