Rapporto OIAt OEn
Consultazione 2017/33: Pacchetto d'ordinanze in materie ambientale, primavera 2018 · 39 pagine
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Pacchetto di ordinanze ambientali primavera 2018 Rapporto esplicativo Consultazione OIAt
Oltre alla fissazione di veri e propri valori limite per gli impianti a combustione alimentati con legna vi è anche una serie di altre misure, che permettono di contenere le emissioni. Un accumulatore di calore può assorbire il calore prodotto da un riscaldamento a legna temporaneamente non necessario per riscaldare l’ambiente o l’acqua, accumularlo e successivamente cederlo nuovamente al sistema. Ciò contribuisce a far sì che l’impianto possa funzionare il più spesso possibile a pieno carico, anche in caso di minor fabbisogno di calore nei periodi di transizione, e debba essere acceso e spento più raramente, evitando stati di esercizio che provocano emissioni più elevate. Pertanto, la presente revisione dell’OIAt prescrive l’impiego di accumulatori di calore. Questa misura corrisponde allo stato della tecnica ed è già attuata in molti programmi cantonali di promozione energetica.
Per ridurre ulteriormente le emissioni di polveri fini degli impianti a combustione alimentati con legna è possibile impiegare sistemi di separazione delle polveri. Per gli impianti a legna con una potenza fino a 500 kW si prestano soprattutto sistemi elettrostatici. L’importante è che tali sistemi siano costruiti in modo da garantire una buona efficienza di separazione e siano in funzione possibilmente ininterrottamente quando l’impianto emette polvere. A tal fine sono introdotti nell’OIAt requisiti di qualità per i sistemi di separazione delle polveri fino a 500 kW nonché prescrizioni relative alla disponibilità dei sistemi.
2.2 Disposizioni sul controllo degli impianti a combustione
Attualmente, secondo l’articolo 13 capoverso 3 OIAt, in tutta la Svizzera gli impianti a combustione alimentati con olio e gas sono sottoposti a controlli periodici volti a verificare, mediante misurazioni, il rispetto dei valori limite di cui all’allegato 3 OIAt. Ciò serve a identificare gli impianti che, a causa di un malfunzionamento o di un difetto, provocano emissioni eccessive di inquinanti e di conseguenza devono essere regolati, riparati o eventualmente sostituiti. Negli ultimi anni, gli ambienti specializzati si sono chiesti se il progresso tecnico sugli impianti moderni non permetta di prolungare gli intervalli di controllo, consentendo ai proprietari degli impianti di risparmiare. In un rapporto del Consiglio federale sui costi della regolamentazione, pubblicato nel 20138, tra i possibili miglioramenti per ridurre i costi è stato proposto l’esame della misura «controlli degli impianti a combustione differenziati o regolati da bonus», benché il potenziale di riduzione dei costi sia definito contenuto. Anche in un rapporto del Sorvegliante dei prezzi sul controllo degli impianti a combustione, pubblicato nel 2014, quale possibile misura di risparmio a favore dei proprietari di impianti è stato menzionato il prolungamento degli intervalli di controlli9. Durante i lavori preparatori della presente revisione dell’OIAt, l’UFAM ha commissionato rapporti di base e istituito gruppi di lavoro con esperti di fabbricanti di impianti a combustione, controllori di impianti a combustione, rappresentanti delle autorità e altri, che hanno discusso delle possibilità di introdurre controlli degli impianti a combustione meno frequenti o regolati da bonus. È emerso un consenso sul fatto che per gli impianti a gas è possibile e opportuno estendere la periodicità a quattro anni, mentre per gli impianti a olio occorre fissare controlli ogni due anni dato che soprattutto gli impianti moderni dispongono di componenti ottimizzate, che presentano una durata di vita relativamente breve. Se tali impianti non sono sottoposti a manutenzione e i controlli sono diradati, le emissioni aumentano. Viste queste riserve di carattere tecnico, l’idea di un sistema regolato da bonus è stata respinta, non da ultimo anche a causa del maggior onere amministrativo legato a intervalli di controllo variabili.
Per gli impianti a combustione alimentati con legna allo stato naturale fino a 70 kW, attualmente l’OIAt non prevede misurazioni periodiche – a differenza degli impianti a combustione alimentati con olio e gas (all. 3 cifra 524). Visto che, rispetto agli impianti a olio o a gas, gli impianti a legna emettono da circa 100 a 1000 volte di più polveri fini in rapporto all’input di
8 Rapporto sui costi della regolamentazione, rapporto del Consiglio federale in adempimento dei postulati Fournier (10.3429) e Zuppiger (10.3592), 2013
9 Organisation und Gebühren für die Feuerungskontrolle kleinerer Öl- und Holzfeuerungen, PUE, 2014 (in tedesco) 8/39 054.11-00003/00006/00002/Q113-0319