Rapporto OIAt OEn
Consultazione 2017/33: Pacchetto d'ordinanze in materie ambientale, primavera 2018 · 39 pagine
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Pacchetto di ordinanze ambientali primavera 2018 Rapporto esplicativo Consultazione OIAt
l’eutrofizzazione e l’ozono troposferico ed è stato riveduto nel 2012 dalle Parti al Protocollo. Per fare in modo che la Svizzera possa ratificare il Protocollo di Göteborg riveduto, le prescrizioni svizzere devono essere compatibili con i requisiti del protocollo. Per la maggior parte delle prescrizioni è già il caso. Per alcune categorie di impianti industriali – in particolare per i grandi impianti a combustione – i valori limite dell’OIAt per singoli inquinanti non corrispondono invece più allo stato della tecnica e di conseguenza ai requisiti del protocollo.
1.7 Valori limite d’immissione per le polveri fini
Oltre alle limitazioni delle emissioni di singoli inquinanti atmosferici per vari impianti stazionari, l’OIAt stabilisce anche valori limite per le immissioni. Secondo gli articoli 13 e 14 LPAmb, questi ultimi devono essere fissati in modo che, secondo la scienza e l’esperienza, le immissioni inferiori a tali valori non mettano in pericolo la salute e l’ambiente.
Attraverso le vie respiratorie, le polveri fini penetrano nei polmoni, dove provocano una serie di reazioni, che a lungo termine hanno un impatto negativo sulla salute. Le persone esposte a forti concentrazioni di inquinanti atmosferici sono quindi maggiormente soggette a malattie come cancro ai polmoni, broncopneumopatia cronica ostruttiva (COPD), attacchi di asma o allergie. A essere colpiti sono soprattutto gli anziani, le persone già malate e i bambini. Se inalate, le polveri fini con un diametro inferiore a 2,5 micrometri (Particulate Matter PM2.5) penetrano in profondità nei polmoni, dove possono provocare una reazione infettiva, che induce danni in tutto l’organismo e in particolare ai vasi sanguigni e al cuore. Tra le conseguenze si annoverano ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, infarto miocardico e ictus. Analisi supplementari di esperti, che su mandato dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) hanno calcolato i costi esterni per la salute causati dal traffico, mostrano che l’inquinamento atmosferico è stato la causa dell’11 per cento dei decessi per malattie cardiovascolari avvenuti nel 2010 in Svizzera.
Queste correlazioni sono ampiamente dimostrate scientificamente e sono state confermate anche dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che ha classificato le polveri fini tra le sostanze cancerogene per l’uomo. Nel 2013, la Commissione federale d’igiene dell’aria (CFIAR), un organo di esperti istituito dal Consiglio federale con funzione consultiva per il DA-TEC e l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), ha pubblicato il rapporto «Le polveri fini in Svizzera 2013»6, in cui si è tenuto conto anche degli ultimi risultati della ricerca sanitaria europea, compreso lo studio svizzero sull’inquinamento atmosferico e la salute. Il rapporto evidenzia che, oltre che per le polveri fini con un diametro inferiore a 10 micrometri (PM10), l’effetto nocivo è dimostrato anche per le particelle ancora più sottili (PM2.5). Finora in Svizzera le PM2.5 non erano disciplinate separatamente. La CFIAR giunge quindi alla conclusione che i valori limite d’immissione vigenti per le polveri fini, che comprendono unicamente le PM10, non proteggono la popolazione in misura sufficiente dai danni alla salute e di conseguenza non soddisfano più i criteri della LPAmb.
La CFIAR propone essenzialmente di mantenere i valori limite d’immissione a breve e a lungo termine per le PM10 e di completarli con un valore annuo medio per le PM2.5, conformemente alle linee guida dell’OMS sulla qualità dell’aria. Nel 2005, partendo da un ampio metastudio, l’OMS ha concluso che per proteggere la salute della popolazione le PM2.5 non dovrebbero superare il valore annuo medio di 10 μg/m3.
1.8 Panoramica dei settori interessati dalla revisione dell’OIAt
La presente revisione dell’OIAt tiene conto di tutti questi sviluppi e aggiorna l’ordinanza negli ambiti corrispondenti. Al tempo stesso apporta alcuni adeguamenti in risposta a richieste dei servizi cantonali a cui è affidata l’esecuzione. La revisione interessa i seguenti settori:
6 Le polveri fini in Svizzera 2013, CFIAR, 2013 5/39 054.11-00003/00006/00002/Q113-0319