Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/10: Revisione parziale della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC) · 36 pagine
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Compendio
Emanata nel 1995, la legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC) è stata creata con l’intento di impedire la formazione di ostacoli alla circolazione internazionale delle merci o di ridurli. Ciò avviene armonizzando le normative tecniche della Svizzera con quelle dei suoi più importanti partner commerciali e siglando accordi internazionali sul reciproco riconoscimento delle valutazioni di conformità. La LOTC è stata rivista nel 2010 e integrata con il principio «Cassis de Dijon», volto ad agevolare le importazioni di prodotti in Svizzera. Da allora sono cambiate molte cose nello scambio transfrontaliero di merci, in particolare a seguito della digitalizzazione e dell’economia circolare. Con la presente revi sione parziale della LOTC, la legge viene modificata in funzione di questi sviluppi, in tal modo risulta adeguata in ottica futura e al contempo continua a offrire un accesso agevolato al mercato interno del principale partner commerciale della Svizzera, ossia l’Unione europea (UE).
Situazione iniziale
L’obiettivo della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio del 6 ottobre 1995 (LOTC) è quello di facilitare lo scambio internazionale delle merci evitando che le di verse normative tecniche sui prodotti creino inutili ostacoli al commercio. A tal fine, la legge impone alla Svizzera di elaborare le proprie prescrizioni tecniche in modo che siano compatibili con quelle dei principali partner commerciali (art. 4 LOTC). La LOTC costituisce anche la base giuridica degli accordi internazionali, in particolare gli accordi sul reciproco riconoscimento delle valutazioni di conformità (MRA; art. 14 LOTC). Gra zie a questi accordi, i prodotti non devono essere controllati due volte e i costi ammini strativi a carico delle aziende diminuiscono.
Nel 2024, il volume totale del commercio svizzero (esportazioni e importazioni) am montava a 505 miliardi di franchi. Gli scambi con l’UE, con un totale di 302 miliardi di franchi, rappresentavano la quota maggiore, ossia il 60 per cento. A confronto le tran sazioni commerciali con altri Paesi hanno fatto registrare le seguenti cifre: USA 67 mi liardi di franchi (13 %), Cina 33 miliardi di franchi (7 %), Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord 12 miliardi di franchi (2 %). Per quanto riguarda le merci, la Svizzera beneficia di un accesso privilegiato al mercato interno dell’UE, in particolare grazie all’Accordo sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità (MRA Svizzera-UE).
Dall’ultima revisione parziale della LOTC lo scambio di merci ha subito dei cambiamenti a seguito della digitalizzazione e dell’economia circolare. La prima consente di incre mentare l’efficienza e crea nuove opportunità economiche, ma comporta anche nuovi rischi, tra cui quelli legati ai fornitori senza presenza fisica in Svizzera, rischi per la salute e la sicurezza degli utenti o inerenti alla concorrenza sleale a scapito delle aziende che operano nel rispetto della legge. Negli ultimi 10 anni in Svizzera il com mercio online è cresciuto in media di circa il 7 per cento all’anno. Il cambiamento delle abitudini di acquisto e il conseguente aumento dei consumi rafforzano la necessità di un uso sostenibile delle risorse. Di conseguenza, in questo contesto acquisisce sempre più importanza l’economia circolare («circular economy»), che mira a prolungare il ciclo di vita dei prodotti e a mantenere i materiali nel sistema economico il più a lungo pos sibile tramite il riutilizzo, la riparazione e il riciclaggio, generando così un aumento dell’efficienza. In tal senso un elemento fondamentale sono la raccolta e la divulgazione in formato digitale delle informazioni sui prodotti lungo l’intero ciclo di vita. In questo