Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/20: Approvazione delle Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro n. 190 sull’eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro e n. 191 sugli emendamenti alle norme correlati al riconoscimento di un ambiente di lavoro sicuro e salubre come principio fondamentale · 33 pagine

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misure adeguate, e quelli che generano un semplice dovere di astenersi dello Stato (Unterlassungspflichten), per esempio l’obbligo di non ostacolare l’esercizio di un diritto62. A seguito di questa classificazione, la concretizzazione dei diritti fondamentali implica tre livelli di obblighi per gli Stati: rispettare («Unterlassungspflicht», obbligo di astenersi dall’ostacolare l’esercizio), proteggere («Schutzpflicht», obbligo di prendere misure affinché l’esercizio di questi diritti non sia ostacolato dal comportamento di altri individui) e adempiere («Gewährleistungspflicht», obbligo di adottare misure appropriate al fine di assicurare l’esercizio effettivo di tali diritti)63. Alla luce di queste considerazioni si può affrontare la questione dell’obbligo di astenersi in relazione con le norme internazionali sul lavoro.

Per esempio, l’articolo 3 della Convenzione n. 87 del 9 luglio 1948 dell’OIL concernente la libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale recita64:

«1. Le organizzazioni di lavoratori e datori di lavoro hanno il diritto di elaborare i propri statuti e regolamenti amministrativi, di eleggere liberamente i propri rappresentanti, di organizzare la loro gestione e attività e di formulare il proprio programma d’azione.

2. Le autorità pubbliche devono astenersi da qualsiasi intervento di natura tale da limitare tale diritto o da pregiudicarne l’esercizio legale.»

Il summenzionato articolo 3 capoverso 2 costituisce un manifesto riconoscimento degli obblighi di astenersi (Unterlassungspflichten) che ricorrono nei trattati internazionali. Nella sentenza del 2017, il Tribunale federale sembrava ritenere che le norme implicanti tali obblighi fossero di per sé direttamente applicabili65. La nostra Alta Corte si basava su un messaggio del Consiglio federale nel quale il Collegio governativo affermava che è generalmente ammesso che gli «obblighi di non agire» contenuti in un trattato internazionale siano direttamente applicabili nell’ordinamento giuridico interno degli Stati contraenti e non richiedano un intervento legislativo da parte loro66. Essa si fondava peraltro su una precedente sentenza67, nella quale il Tribunale federale riconosceva implicitamente l’applicabilità diretta (self-executing) di un obbligo di astenersi contenuto nell’articolo 5 della Convenzione n. 151 dell’OIL68.

62 Balthasar Müller, Die Umsetzung positiver Schutzpflichten nach Art. 8 EMRK in privatrechtlichen Arbeitsverhältnissen in Schweizer Recht, Zurigo 2024, N 84

63 Cfr. DTF 140 I 201, consid. 6.7.3 Cfr. anche Giorgio Malinverni, Michel Hottelier, Maya Hertig Randall e Alexandre Flückiger, Droit constitutionnel suisse, volume II, Les droits fondamentaux, Berna 2021, NN 165 e 1671; René Rhinow, Markus Schefer e Peter Uebersax (n. 40), NN 1173-1181; Nesa Zimmermann, Entre innovations et résistances: la garantie des droits humains dans l’Etat fédéral suisse, in: RDS 142 (2023) II, pag. 214

64 Convenzione entrata in vigore per la Svizzera il 25 marzo 1976, RS 0.822.719.7

65 DTF 144 I 50, consid. 5.3.3.2

66 Messaggio del Consiglio federale dell’8 maggio 1974 concernente due convenzioni internazionali del lavoro, in: FF 1974 I 1577, in particolare 1599.

67 DTF 129 I 113, consid. 5.3

68 Convenzione n. 151 del 27 giugno 1978 concernente la protezione del diritto d’associazione e le procedure di determinazione delle condizioni d’impiego nella funzione pubblica, entrata in vigore per la Svizzera il 3 marzo 1982 (RS 0.822.725.1)