Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/20: Approvazione delle Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro n. 190 sull’eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro e n. 191 sugli emendamenti alle norme correlati al riconoscimento di un ambiente di lavoro sicuro e salubre come principio fondamentale · 33 pagine

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può contenere disposizioni applicabili direttamente cui i privati potrebbero appellarsi).

2. Ammissione dell’applicabilità diretta

Il Tribunale federale ha ammesso l’applicabilità diretta delle norme specifiche contenute nelle convenzioni dell’OIL in diverse sentenze. Nella maggior parte dei casi le decisioni hanno riguardato convenzioni tipiche di sicurezza sociale (Convenzioni n. 128 e n. 168) e non di diritto del lavoro.

Convenzione n. 128 del 29 giugno 1967 concernente le prestazioni per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti104

L’articolo 32 paragrafo 1 lettera e della Convenzione n. 128 dell’OIL ha il seguente tenore: «Le prestazioni, cui avrebbe diritto una persona protetta, in applicazione di una qualsiasi delle parti da II a IV della presente convenzione, possono essere sospese, in una misura che può essere prescritta: qualora l’evento sia stato provocato da un errore grave ed intenzionale dell’interessato».

Dopo aver negato qualsiasi carattere self-executing a questa norma convenzionale in una sentenza del 1985105, il Tribunale federale ha modificato la sua giurisprudenza in una sentenza del 1993. La nostra Alta Corte si è fondata segnatamente sul fatto che la dottrina considerava la norma direttamente applicabile quasi all’unanimità.

«En l’espèce, la Convention OIT no 128 et le CESS106 contiennent tout à la fois des dispositions qui fixent des lignes directrices en matière de sécurité sociale et des règles à caractère “self-executing” (Berenstein, Le droit international de la sécurité sociale [...], p. 17). Presque tous les auteurs suisses qui se sont exprimés à ce sujet – en particulier ceux qui ont commenté l’arrêt Courtet – soutiennent que parmi cette seconde catégorie de dispositions figurent les art. 32 § 1 let. e de la Convention OIT no 128 et 68 let. f CESS (par exemple: Berenstein, ibidem; Greber, Le principe de la légalité [...], p. 274, no 55; Spira, loc.cit., p. 475). Leur opinion emporte la conviction: selon les règles conventionnelles, une faute grave non intentionnelle ne permet pas la "suspension" (et donc, en particulier, une réduction) des prestations d’assurance. Ces règles n’exigent pas l’adoption par le législateur national de normes plus précises d’exécution ; elles peuvent au contraire s’appliquer comme telles et constituer le fondement d’une décision concrète.

En conséquence, la jurisprudence critiquée ne peut pas être maintenue. Les normes de droit international sont en l’occurrence directement applicables. Elles l’emportent sur l’art. 7 al. 1 LAI, dans la mesure où cette norme du droit fédéral permet, notamment, la réduction de prestations pour une faute grave commise par négligence»107. (Nella fattispecie, la Convenzione n. 128 dell’OIL

104 Entrata in vigore per la Svizzera il 13 settembre 1978, RS 0.831.105

105 DTF 111 V 201 consid. 3.2

106 Codice Europeo di Sicurezza sociale del 16 aprile 1964, in vigore per la Svizzera del 17 settembre 1978, RS 0.831.104.

107 DTF 119 V 171, consid. 4b.