Rapporto esplicativo

Consultazione 2008/89: Sgravio fiscale delle famiglie con figli · 37 pagine

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l’introduzione a livello federale e cantonale di una deduzione per la cura prestata da terzi ai figli.

3.2.3.2 Introduzione di una deduzione per la cura dei figli

3.2.3.2.1 Diritto vigente

La LIFD non prevede alcuna deduzione per le spese di cura prestate da terzi ai figli.

Fondandosi su una disposizione transitoria della LAID, fino all’entrata in vigore della riforma dell’imposizione della coppia e della famiglia, i Cantoni possono prevedere la deduzione dai redditi imponibili delle spese di cura dei figli per i genitori che esercitano un’attività lucrativa (art. 72c LAID). Al momento 24 Cantoni accordano in forma diversa la deduzione per le spese di cura dei figli.

Il Cantone di Zugo consente una deduzione forfettaria per i genitori che curano

personalmente la propria prole. A tale proposito, sono stati depositati due interventi

parlamenti tuttora pendenti (mozione Haller 08.3896 «Deduzione per la custodia dei figli interna e complementare alla famiglia nell’ambito dell’imposta federale diretta» e mozione von Rotz 08.3890 «Nessuna discriminazione fiscale della custodia dei figli interna alla famiglia»), che vanno oltre la proposta del Consiglio federale per quanto riguarda lo sgravio delle famiglie con figli. Secondo gli autori delle mozioni anche i genitori che custodiscono essi stessi i propri figli devono potere beneficiare di una deduzione adeguata per le proprie prestazioni di custodia. Entrambe le mozioni sono attualmente all’esame del Consiglio federale.

3.2.3.2.2 Possibilità di strutturazione e proposta del Consiglio federale

Una possibilità consiste nel concepire le spese di cura prestata da terzi ai figli come spese di conseguimento del reddito (spese professionali). Sebbene nel quadro della legislazione in vigore le spese effettive possono sempre essere dedotte senza limitazioni verso l’alto oppure sotto forma di importo forfetario, non è tuttavia escluso che una deduzione per la cura prestata da terzi ai figli venga limitata verso l’alto – ad esempio fino a un massimo di 18 000 franchi – in maniera da non dover tenere fiscalmente conto di «cure di lusso».

Poiché le sole spese professionali sono considerate spese di conseguimento del reddito da attività lucrativa, in caso di una deduzione a titolo di spese di conseguimento i genitori incapaci di esercitare un'attività lucrativa o in formazione non potrebbero fare valere la deduzione per le spese di cura prestata da terzi ai figli.

Sebbene siano in stretta relazione con il conseguimento del reddito, in virtù della

giurisprudenza costante del Tribunale federale e cantonale, le spese di cura prestate da terzi ai figli non costituiscono spese professionali fiscalmente deducibili. Questo perché non sono in relazione con un’attività lucrativa concreta. Esse costituiscono piuttosto le

premesse per l’esercizio di un’attività lucrativa fuori casa. Si tratta quindi di spese tipiche, che dipendono in prima linea dalla situazione personale del contribuente. In altri termini si tratta di costi fissi che insorgono a prescindere dall’esercizio di un’attività lucrativa concreta in un determinato luogo.

La deduzione per la cura dei figli va quindi concepita come cosiddetta deduzione

inorganica. Tali deduzioni sono concesse per spese speciali che costituiscono di per sé un’utilizzazione del reddito, ma che per motivi extra fiscali possono essere prese

fiscalmente in considerazione in una certa misura. Sono determinanti in questo caso i costi effettivi insorti nei singoli periodi fiscali che il legislatore ha dichiarato deducibili fino a un