Rapporto esplicativo
Consultazione 2014/40: Modifica dell'ordinanza concernente la concessione di agevolazioni fiscali in applicazione della politica regionale · 39 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 18Fedlex · Rapporto esplicativo
In base agli obiettivi della politica regionale e della politica d’assetto del territorio della Confederazione e dei Cantoni, possono essere presi in considerazione come zone di applicazione i centri di piccole e medie dimensioni e i loro Comuni suburbani (art. 3 cpv. 1 lett. a n. 1), i centri rurali (art. 3 cpv. 1 lett. a n. 2) nonché – a seconda della variante scelta – i centri più piccoli, meno urbanizzati, che tuttavia fungono da centri (art. 3 cpv. 1 lett. a n. 3, di seguito definiti «altri» centri nelle zone rurali) (cfr. anche n. 1.9.2, pag. 12).
Le due varianti proposte (cfr. questionario allegato) corrispondono entrambe agli obiettivi di politica d’assetto del territorio della Confederazione e dei Cantoni. Si differenziano per l’inclusione o l’esclusione degli «altri» centri nelle zone rurali. I vantaggi e gli svantaggi sono esposti nel n. 4.4 dello studio prospettico concernente il perimetro (cfr. allegato). Le varianti di delimitazione risultanti e le raccomandazioni degli autori della valutazione si trovano ai n. 5.3 e 5.4.
I centri metropolitani e i centri di una grande città che, secondo l’attuale articolo 3 capoverso 2, sono esclusi dalle zone di applicazione data la loro centralità, nonché le regioni che dal punto di vista dell’assetto del territorio non costituiscono una priorità dello sviluppo economico, sono esclusi a priori e non sono disponibili per la determinazione delle zone di applicazione.
Capoverso 1 lettera b
In questo capoverso è analizzata la debolezza strutturale dei Comuni e delle regioni menzionati nel capoverso precedente per determinare le zone di applicazione. Gli indicatori parziali utilizzati finora per il calcolo della debolezza strutturale nei settori «sviluppo economico e demografico» e «disoccupazione e reddito» sono stati esaminati e riportati a nuovi periodi di osservazione. Le ponderazioni sono state adeguate; è stato aggiunto l’indicatore parziale «rapporto tra addetti e popolazione» ed eliminato l’indicatore parziale «evoluzione del tasso di disoccupazione». Sono stati analizzati anche altri indicatori parziali, ma sono poi stati scartati a causa delle loro sovrapposizioni con altre variabili e di riserve espresse da parte del gruppo di esperti in merito all’indipendenza del metodo di rilevazione e di calcolo utilizzato. Indicazioni dettagliate sull’indicatore di debolezza strutturale si trovano nel n. 5 dello studio prospettico concernente il perimetro.
Capoverso 2
Le zone di applicazione comprendono, come finora, i Comuni strutturalmente più deboli, che includono fino al 10 per cento della popolazione svizzera. L’inserimento della soglia del 10 per cento nell’ordinanza corrisponde a codificare lo statu quo. Gli elenchi delle zone di applicazione per entrambe le varianti con e senza gli «altri» centri nelle zone rurali sono contenuti nell’allegato dello studio prospettico concernente il perimetro.
Capoverso 3
Il capoverso 3 riprende la delega delle competenze al DEFR per la delimitazione delle zone di applicazione (come finora, art. 3 cpv. 1). Il Dipartimento determina le zone di applicazione dopo aver consultato i Cantoni. L’elenco dei Comuni del perimetro di promozione è contenuto nell’ordinanza del DEFR sul perimetro.
2.1.4 Articolo 4 Fusioni di Comuni
L’articolo 4 è nuovo. Definisce le regole in base alle quali vanno trattate le fusioni di Comuni e le loro ripercussioni sulle zone di applicazione se alcune aree non facevano parte delle zone di applicazione prima della fusione. I Cantoni e i Comuni conoscono quindi gli effetti delle fusioni di Comuni.
Capoverso 1
Le zone di applicazione dovranno essere aggiornate periodicamente ed eventualmente modificate (art. 5 cpv. 2). Per il periodo compreso tra questi aggiornamenti, un Comune che si
644.20/2005/00668 \ COO.2101.104.7.939446 18/39