Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/40: Modifica dell'ordinanza concernente la concessione di agevolazioni fiscali in applicazione della politica regionale · 39 pagine

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varia tra il 25 e il 50 per cento; nelle regioni di cui all’articolo 107 paragrafo 3 lettera c TFUE è compreso tra il 10 e il 15 per cento. Nel caso di piccole e medie imprese i valori degli aiuti statali possono essere aumentati rispettivamente del 20 e del 10 per cento. L’investimento effettuato nella regione deve essere mantenuto per almeno cinque anni (tre nel caso delle PMI) dopo la conclusione del progetto. I posti di lavoro creati devono essere occupati entro tre anni dalla conclusione dei lavori e devono rimanere nella regione per cinque anni dal momento in cui vengono occupati (tre anni nel caso delle PMI).

Secondo il Codice di condotta, le misure fiscali devono essere strutturate in maniera trasparente e rispettare determinati principi, come quello del pari trattamento di imprese nazionali ed estere; possono inoltre essere concesse agevolazioni fiscali solo se, nello Stato membro che le offre, l’impresa svolge effettivamente un’attività economica e la sua presenza assume una certa importanza sul piano economico.

Da un rilevamento sommario è emerso che nove Stati membri dell’UE/SEE13 conoscono e applicano lo strumento delle agevolazioni fiscali nell’ambito delle loro politiche regionali.

Germania, Francia, Italia, Polonia e Ungheria sono state sottoposte a un’analisi dettagliata. Rispetto agli altri quattro Stati, la Germania dispone solo di un sistema di sovvenzioni

(quindi senza meccanismi di promozione fiscale). Per quanto riguarda gli altri Paesi esaminati è stata riscontrata in genere l’esistenza di un sistema misto di sovvenzioni e agevolazioni fiscali; queste ultime si presentano perlopiù sotto forma di computo d’imposta e in alcuni Paesi possono essere fatte valere solo nel corso dell’anno di investimento mentre in alaltri possono essere riportate anche su anni fiscali successivi.

In base all’analisi effettuata, gli esperti hanno constatato che lo strumento svizzero delle agevolazioni fiscali in applicazione della politica regionale è legittimo anche dal punto di vista del diritto UE.

1.4 Promozione della piazza economica e immigrazione

Il rapporto «Promozione della piazza economica e immigrazione» commissionato dalla SECO (rif. 1414), pubblicato nel dicembre del 2013, analizza le interrelazioni tra

l’immigrazione e le misure adottate dalla Confederazione per promuovere la piazza economica e, in base a riscontri statistici, procede a una serie di stime quantitative.

La promozione della Confederazione si prefigge di sviluppare la piazza economica, preservare l’imprenditoria esistente, promuovere lo sfruttamento delle opportunità commerciali e rafforzare l’attrattiva della piazza economica. Si tratta di uno dei tanti elementi costitutivi della politica economica che, tra l’altro, punta a rafforzare la competitività delle regioni del Paese. Oltre alle agevolazioni fiscali in applicazione della politica regionale, lo studio ha analizzato il sostegno da parte di «Switzerland Global Enterprise» (ex OSEC) e la promozione del settore alberghiero da parte della Società svizzera di credito alberghiero come principali misure adottate dalla Confederazione in favore della piazza economica con possibili risvolti

sull’immigrazione. Negli ultimi cinque anni grazie a questi tre strumenti – comprese le iniziative dei Cantoni, delle regioni e dei Comuni – circa 600 aziende in media all’anno hanno beneficiato di un sostegno e creato 3600 posti di lavoro all’anno. L’immigrazione indotta da questa promozione corrisponde a circa 2000 lavoratori, ossia 3200 persone all’anno considerando i ricongiungimenti familiari. Questa cifra corrisponde al 4 per cento circa

dell’immigrazione netta in Svizzera, ricongiungimenti familiari compresi.

Le agevolazioni fiscali della Confederazione alle imprese nell’ambito della legge federale sulla politica regionale vengono concesse dal 2008 esclusivamente in 30 regioni rurali strutturalmente deboli, comprendenti il 10 per cento circa della popolazione svizzera. Tra il 2008 e

13 Francia, Islanda, Italia, Lettonia, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Spagna e Ungheria. 14 ECOPLAN, «Standortförderung und Zuwanderung: Hintergrundbericht», dicembre 2013. Questo rapporto è pubblicato sul sito Internet della SECO, a destra sotto «Rapporti»: http://www.seco.admin.ch/themen/05116/05118/05298/index.html?lang=it 644.20/2005/00668 \ COO.2101.104.7.939446 9/39