Rapporto esplicativo

Consultazione 2024/23: Revisione parziale dell’ordinanza sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici · 37 pagine

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Rapporto esplicativo concernente la modifica dell’ordinanza sulla caccia – Bozza per la procedura di consultazione

Capoverso 1: il castoro vive nelle acque del paesaggio rurale a elevata intensità d’insediamento, dove oltre a rosicchiare piante e alberi in prossimità delle sponde può anche entrare in conflitto con diversi interessi di utilizzazione a causa della sua attività di scavo e di sbarramento. Oltre a danneggiare colture agricole e alberi, il castoro causa anche danni a costruzioni e impianti, infrastrutture di trasporto, argini di piena ecc. scavando gallerie sotterranee o sbarrando corsi d’acqua e flussi in uscita da impianti tecnici. La particolarità dei danni agli impianti infrastrutturali sta nel fatto che il danno o la minaccia potenziale può essere di un’entità tale che non si può aspettare che il danno si manifesti, bensì si deve considerare già come danno l’inizio dell’attività del castoro, ossia lo scavo prima del cedimento o lo sbarramento di acque prima dell’allagamento. In tal senso, anche il semplice insediamento in corsi d’acqua artificiali e impianti tecnici è da ritenersi di per sé un valido motivo per l’adozione di misure, in quanto dalla sua presenza potrebbero derivare danni molto rilevanti in tempi molto brevi (p. es. sbarramento nell’arco di una notte). I capoversi seguenti specificano come devono essere intesi i concetti di danno rilevante e minaccia per le persone in relazione al castoro. Inoltre, eventuali misure contro singoli castori presuppongono che il danno o la minaccia non possano essere prevenuti o evitati mediante misure ragionevolmente esigibili secondo l’articolo 10h.

Capoverso 2: questo capoverso definisce il concetto di danno rilevante causato da un castoro, che può condurre al suo abbattimento.

Lettera a: è considerato un danno rilevante lo scavo di gallerie sotto costruzioni e impianti di interesse pubblico o sotto vie di collegamento ad aziende agricole. In tale contesto non è necessario che si verifichi un cedimento; il danno rilevante sussiste già a seguito dell’attività di scavo del castoro, se questa comporta un pericolo di cedimento.

Lettera b: è considerato un danno rilevante anche lo sbarramento di un corso d’acqua, se per sua causa potrebbe verificarsi un allagamento di insediamenti, costruzioni e impianti di interesse pubblico o sistemi di drenaggio agricolo in prossimità di superfici per l’avvicendamento delle colture agricole.

Lettera c: lo sbarramento di un corso d’acqua in una palude o nelle sue vicinanze può causarne l’allagamento e configurarsi in determinati casi come un danno rilevante: le paludi sono spazi vitali rigorosamente protetti (art. 78 cpv. 5 Cost.) e devono essere tutelate da ogni sorta di danno, tenendo conto che la loro protezione rigorosa non ammette alcuna ponderazione degli interessi. In linea di principio, i castori sono parte integrante dello spazio vitale acquatico e con la loro attività di sbarramento delle acque superficiali danno vita a paludi e zone umide. In alcuni casi, però, il castoro può anche costituire una minaccia per le paludi, per esempio se sbarra un corso d’acqua in prossimità di una palude le cui acque sono fortemente contaminate dai concimi e insetticidi usati in agricoltura. Se la palude molto povera di nutrienti viene allagata da tali acque contaminate, può subirne danni permanenti. Non sussiste invece alcun motivo di intervento se il castoro sbarra le acque in uscita dalla palude stessa. Questo genere di attività rientra infatti nel processo naturale delle zone umide, anche se modifica le condizioni locali per alcune piante o comporta un limitato spostamento delle aree di nidificazione degli uccelli. Le paludi sono spazi vitali dinamici la cui protezione non può essere intesa in senso statico e il castoro è parte integrante di tale spazio vitale. Danni diversi da quelli sopra elencati (p. es. danni alle colture agricole, al bosco, a vie private, a strade agricole e forestali) vengono sì risarciti, ma non danno diritto a rilasciare un’autorizzazione di abbattimento per un castoro.

Lettera d: i castori possono frequentare come habitat di ripiego anche impianti tecnici, per esempio per la depurazione delle acque. Se iniziano un’attività di sbarramento in tali impianti, nel giro di breve tempo i flussi d’acqua necessari per l’esercizio tecnico potrebbero risultarne compromessi, con conseguenti danni all’impianto. I castori devono dunque essere immediatamente allontanati da tali impianti, dopodiché i flussi in uscita dovranno essere dotati di griglie.