Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/30: Accordo sul cambiamento climatico, il commercio e la sostenibilità · 38 pagine

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Situazione iniziale

1.1 Necessità di agire e obiettivi

La politica economica esterna della Svizzera mira a mantenere e incrementare la pro sperità generale, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile, a cui fornisce diret tamente un importante contributo. A livello internazionale si discutono quindi ormai da anni varie questioni legate alle interdipendenze tra commercio e ambiente, con l’obiettivo di concordare misure di politica commerciale che consentano di raggiun gere gli obiettivi di politica ambientale.

La Svizzera è un’economia aperta di medie dimensioni e, in quanto tale, si fonda sul sistema normativo multilaterale inerente al commercio mondiale, che garantisce la necessaria certezza del diritto alle attività economiche internazionali e costituisce una base irrinunciabile per il mantenimento del benessere della popolazione. Finora, tut tavia, non ci sono stati risultati significativi a livello multilaterale per quanto riguarda commercio e ambiente; l’attuale aumento delle tensioni geopolitiche rende inoltre an cora più difficile intraprendere iniziative di questo genere.

L’Accordo sui cambiamenti climatici, il commercio e la sostenibilità (Agreement on Climate Change, Trade and Sustainability, ACCTS), concepito come accordo pluri laterale aperto, persegue in quanto tale un approccio innovativo. Le disposizioni mi rano a far sì che il commercio internazionale possa contribuire alla lotta contro il cam biamento climatico e altre grandi sfide ambientali, tra cui la perdita di biodiversità e l’inquinamento, favorendo così lo sviluppo sostenibile; sono inoltre in linea con il diritto commerciale internazionale dell’OMC, che viene così arricchito di nuovi svi luppi. L’Accordo, di cui si punta ad ampliare la portata grazie all’adesione di altri Paesi, potrebbe in futuro essere integrato nell’ordinamento dell’OMC.

1.2 Alternative esaminate

Negli ultimi anni la Svizzera, che rimane favorevole a una soluzione multilaterale o a un approccio plurilaterale di ampio respiro, ha sostenuto attivamente diverse iniziative dell’OMC per promuovere le interdipendenze tra commercio e ambiente, ma non sono stati raggiunti risultati concreti. Nella dichiarazione ministeriale della conferenza dell’OMC tenutasi a Doha nel 2001, i membri sono stati incaricati di condurre nego ziati per ridurre o, se del caso, eliminare gli ostacoli tariffari e non tariffari agli scambi di beni e servizi ambientali. Tuttavia, a causa delle posizioni divergenti dei Paesi svi luppati e di quelli in via di sviluppo, questi negoziati multilaterali non hanno avuto successo. L’8 luglio 2014 un gruppo di 18 membri dell’OMC ha quindi avviato nego ziati plurilaterali con l’obiettivo di elaborare un accordo sui beni e servizi ambientali. Le Parti avevano sperato di concludere i negoziati durante l’ultima tornata del 2016, ma non sono riuscite a trovare un’intesa, in particolare riguardo alla definizione del concetto di «bene ambientale».

I servizi ambientali di base sono indicati nella lista W/120 della classificazione per settore dei servizi dell’OMC del 1991 (Services sectoral classification list), che si