Rapporto esplicativo
Consultazione 2026/30: Accordo sul cambiamento climatico, il commercio e la sostenibilità · 38 pagine
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basa sulla classificazione centrale dei prodotti provvisoria delle Nazioni Unite (Cen tral Product Classification, CPC). La mancanza di una definizione e di una classifi cazione dei servizi con impatto positivo sull’ambiente era già stata riconosciuta nel 1998. Durante il ciclo di Doha sono stati intrapresi lavori in merito; tra il 2013 e il 2016 un gruppo di 23 membri dell’OMC ha partecipato ai negoziati per un accordo plurilaterale sul commercio dei servizi (Trade in Services Agreement, TISA), che avrebbe dovuto contemplare soprattutto diversi servizi ambientali. I negoziati sono stati sospesi nel 2016. Nel 2019 Australia, Canada, Messico, Nuova Zelanda e Sviz zera hanno richiesto l’avvio di negoziati nel settore dei servizi ambientali, ma non ci sono stati ulteriori passi concreti al riguardo1.
A novembre 2020, 50 membri dell’OMC, tra cui la Svizzera, hanno lanciato l’inizia tiva plurilaterale Trade and Environmental Sustainability Structured Discussions (TESSD) per far avanzare i lavori sul commercio e sulla sostenibilità ambientale e per concludere quelli del comitato sul commercio e l’ambiente e di altri organi competenti dell’OMC2. L’iniziativa comprende quattro gruppi di lavoro: uno si concentra sui beni e servizi ambientali, mentre un altro sulle questioni relative ai sussidi; gli ultimi due gruppi si occupano delle misure climatiche legate al commercio e dell’economia cir colare. L’iniziativa è un forum di discussione e scambio: secondo l’attuale mandato non sono previsti negoziati.
Per quanto riguarda i sussidi per le energie fossili, va menzionato che, dal 2010, la Svizzera è membro del gruppo Friends of Fossil Fuel Subsidy Reform, composto da Paesi non membri del G20 e inteso a promuovere una riforma in tale ambito. Questo gruppo informale non sviluppa misure concrete, ma favorisce principalmente il dia logo a livello politico. La Svizzera partecipa inoltre all’iniziativa plurilaterale dell’OMC relativa alla riforma dei sussidi per le energie fossili (Fossil Fuel Subsidy Re form) sin da quando è stata lanciata nel 2021. L’obiettivo è quello di limitare, eliminare gradualmente o abolire i sussidi per le energie fossili dannosi utilizzando i meccanismi esistenti o attraverso nuove proposte di riforma3.
A livello internazionale si stanno adottando sempre più misure di difesa commerciale nei confronti di beni ambientali, ad esempio pannelli solari e turbine eoliche. I dazi antidumping e le misure compensative sono talvolta considerevoli, superando spesso il 100 per cento del valore dei beni in questione4. La Svizzera, invece, nonostante sia fortemente integrata nei flussi commerciali internazionali, non applica alcuna misura di difesa commerciale. Sempre sul versante internazionale, negli ultimi anni sono inol tre aumentate le misure di protezione del clima legate al commercio, ad esempio il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere dell’UE e del Regno Unito (Carbon Border Adjustment Mechanism, CBAM) e l’Inflation Reduction Act degli Stati Uniti, che sovvenziona investimenti delle imprese statunitensi nelle tecnologie verdi.
1 Exploratory Discussions on Market Access: Environmental Services, 27.9.2019, JOB/SERV/293/Rev.1
2 L’iniziativa è coordinata congiuntamente da Canada e Costa Rica, e al momento vi aderiscono 77 membri dell’OMC (stato: ottobre 2024).
3 All’iniziativa, coordinata dalla Nuova Zelanda, hanno aderito 48 membri dell’OMC (stato: ottobre 2024).
4 World Trade Report, 2022, OMC, pag. 122.