Rapporto esplicativo
Consultazione 2008/93: Ratifica della Convenzione del 30 maggio 2008 sulle munizioni a grappolo e modifica della Legge del 13 dicembre 1996 sul materiale bellico, Rapporto esplicativo per la procedura di consultazione · 36 pagine
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Rapporto esplicativo
1. Introduzione
1.1. Munizioni a grappolo
1.1.1. Descrizione
Le munizioni a grappolo (in inglese cluster munitions) sono un tipo di proiettile che, dopo il lancio di una “munizione madre”, spargono un certo numero di bombe di piccolo calibro (submunizioni, in inglese bomblets) allo scopo di attaccare un obiettivo su un vasto raggio. Secondo il tipo di munizioni a grappolo utilizzato, diverse centinaia o diverse migliaia di submunizioni possono disperdersi dopo ogni lancio. L’impiego di munizioni a grappolo è possibile in aria, fissando bombe o contenitori agli aerei, o al suolo, con tiri di artiglieria, razzi o congegni telecomandati. Secondo il loro meccanismo, le submunizioni esplodono prima dell’impatto, al momento dell’impatto o dopo l’impatto. In un lasso di tempo molto breve, queste munizioni sono in grado di creare un tappeto di esplosioni su diversi ettari, ottenendo l’effetto delle munizioni convenzionali, ma con molti meno tiri e in meno tempo. Le munizioni a grappolo sono utilizzate in particolare per limitare la libertà di movimento di formazioni di veicoli blindati o di truppe nemiche, e per distruggere strade o piste di atterraggio. Rispetto alle mine antiuomo, si tratta di una munizione che necessita di una tecnologia complessa sia per la fabbricazione, sia per l’impiego. I costi sono pertanto molto più elevati.
Esistono diversi tipi di munizioni a grappolo e di submunizioni: esplosivi convenzionali, cariche cave, mine antiveicolo e antiuomo, altri esplosivi volti a distruggere obiettivi tramite detonazione e/o frammentazione.1
Altri tipi di munizioni a grappolo sono gli acceleratori d’incendio e i contenitori di agenti chimici o biologici, e alcune munizioni madre possono lanciare bombe di piccolo calibro non esplosive. Non affronteremo tutte queste categorie di munizioni perché non sono oggetto della Convenzione e perché l’esercito svizzero non ne possiede.
L’impiego di munizioni a grappolo richiede apparecchi di un certo livello tecnico (aeronavi, pezzi d’artiglieria, razzi ecc.). Di conseguenza, in generale concerne forze armate regolari o, per lo meno, attori non governativi molto ben equipaggiati.
Una settantina di Stati in tutto il mondo conserva submunizioni negli arsenali. I proiettili cargo utilizzati in Svizzera sono descritti dettagliatamente al capitolo 1.4.
1.1.2. Cenni storici
Lo sviluppo e l’impiego delle munizioni a grappolo risalgono alla seconda guerra mondiale, quando servirono a bombardare le città. Da allora, sono state utilizzate in numerosi conflitti, segnatamente nel Sudest asiatico (Laos e Vietnam) negli anni Sessanta e Settanta, in Iraq e in Kuwait (1991), nella ex Iugoslavia (1999), in Afghanistan (2001/2002), in Iraq (2003) e in Libano (2006). È inoltre possibile supporne l’impiego anche in Georgia (2008) e nello Sri Lanka (2008/2009).
La storia bellica degli ultimi due decenni dimostra che l’impiego delle munizioni a grappolo è oggi molto frequente nelle forze armate regolari. Secondo i rapporti di diverse organizzazioni non governative (ONG), 75 eserciti disporrebbero di munizioni a grappolo, una trentina di Stati ne avrebbe fabbricate (in parte o per intero), almeno una dozzina di paesi le esporterebbe e almeno sedici Stati le avrebbero già utilizzate in una trentina di paesi e territori dalla seconda guerra mondiale.2
1 Secondo Human Rights Watch, 33 paesi avrebbero finora fabbricato oltre 208 tipi diversi di submunizioni. 2 Cfr. A Guide to Cluster Munitions, Second Edition, Centro internazionale di sminamento umanitario, Ginevra, 2009, pag. 20. 5/36