Rapporto esplicativo

Consultazione 2008/93: Ratifica della Convenzione del 30 maggio 2008 sulle munizioni a grappolo e modifica della Legge del 13 dicembre 1996 sul materiale bellico, Rapporto esplicativo per la procedura di consultazione · 36 pagine

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centrale spingeva per un divieto completo e poteva contare sul sostegno di paesi dell’Africa e del Sudamerica. Un secondo gruppo riuniva soprattutto i paesi che fabbricavano o stoccavano munizioni a grappolo: il gruppo degli Stati like-minded9, al quale apparteneva la Svizzera (per le munizioni a grappolo dell’esercito elvetico, cfr. capitolo. 1.4). Per questi paesi, solo alcune munizioni a grappolo andavano vietate. Le due posizioni erano dunque molto distanti. Le riunioni successive hanno fornito l’opportunità di scambiarsi pareri su tutti gli elementi che avrebbero potuto diventare parte integrante della futura convenzione.

Occorre notare che parallelamente al Processo di Oslo, anche gli Stati parte della CCW (tra cui gli Stati Uniti, la Federazione russa e la Cina, che non partecipavano al Processo di Oslo) hanno affrontato la questione delle munizioni a grappolo. Un gruppo di esperti governativi è stato incaricato nel 2007 di negoziare il più rapidamente possibile una proposta per trattare nel migliore dei modi il problema e di fare rapporto sui progressi compiuti in occasione della Riunione degli Stati parte nel novembre 2008. Finora, questo processo non ha ancora dato risultati concreti e non si sa se ne darà nel futuro prossimo. Numerosi Stati che hanno partecipato al Processo di Oslo, tra cui la Svizzera, si impegnano tuttavia a favore di uno strumento di diritto internazionale che coinvolga anche i principali fabbricanti di submunizioni.

3.2. Posizione della Svizzera

3.2.1. Principali atti parlamentari lanciati prima del Processo di Oslo

L’iniziativa parlamentare Dupraz

L'iniziativa parlamentare Dupraz10, depositata il 7.12.2005 al Consiglio nazionale, è volta a modificare la Legge sul materiale bellico (LMB), in particolare il capitolo 2 sul divieto di determinate armi. L’obiettivo principale dell’iniziativa è il divieto totale di sviluppare, fabbricare, procurare, acquistare, fornire a chiunque, importare, esportare, far transitare, depositare submunizioni o disporne in altro modo. Il Consiglio nazionale ha accettato di dare seguito all’iniziativa, che è però stata respinta dal Consiglio degli Stati. Il testo è dunque tornato alla Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-CS) il 10 giugno 2008.

In occasione del nuovo esame dell’iniziativa Dupraz, il 23 giugno 2008 la CPS-CS ha depositato una nuova mozione intitolata "Consenso di Dublino"11, nella quale prende atto dell’adozione della CCM alla fine di maggio 2008 e conferma il suo sostegno alla nuova Convenzione. La CPS-CS invita inoltre la Svizzera a ratificare al più presto la Convenzione e ad adeguare di conseguenza la legislazione nazionale. La CPS-CS ha così rimandato l’esame dell’iniziativa parlamentare Dupraz per evitare di lanciare due processi legislativi con lo stesso obiettivo, reputando che la CCM soddisferà gran parte delle condizioni dell’iniziativa parlamentare Dupraz.

La mozione Glanzmann-Hunkeler

La mozione Glanzmann-Hunkeler12, depositata l’11.12.2006 e accettata dalle due Camere, incaricava il Consiglio federale di sancire nella LMB un divieto parziale delle munizioni a grappolo che presentavano un rischio umanitario serio a causa della mancanza di affidabilità e/o della loro imprecisione. La rapida evoluzione del Processo di Oslo, tuttavia, ha de facto annullato la necessità di attuare questa mozione.

La mozione Glanzmann-Hunkeler ha comunque spinto il Consiglio federale a compiere il primo passo verso l’eliminazione delle munizioni a grappolo che causano problemi umanitari e ha determinato la posizione svizzera all’inizio del Processo di Oslo.

9 Il gruppo degli Stati like-minded, composto, oltre che dalla Svizzera, anche dalla Germania, dal Regno Unito, dal Canada, dall’Australia e dalla Francia, si era costituito su iniziativa di quest’ultima prima della Conferenza di Vienna nel dicembre 2007. 10 05.452 11 08.3444 12 06.3661 12/36