Rapporto esplicativo
Consultazione 2010/146: 09.499 Iv. Pa. CAPTE-N. Agrocarburanti. Tenere conto degli effetti indiretti · 37 pagine
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re un criterio relativo alla sicurezza alimentare. Non è facile stabilire quali influssi portino in che misura a un incremento della produzione di carburanti o di alimenti e quali siano le ripercussioni per la superficie terrestre e la sicurezza alimentare, dato che non vi è una correlazione diretta tra la sicurezza alimentare e la produzione di determinate materie prime o carburanti in un determinato luogo. Inoltre spetta allo Stato garantire la sicurezza alimentare. Una regolamentazione che si rivolge principalmente a imprese private non può obbligarle ad assumere questo compito statale.
La produzione di biocarburanti può avere un influsso positivo (p. es. per via della coltivazione mista di materie prime per carburanti e alimenti o della creazione di reddito) o negativo (per via della concorrenza per le superfici) sulla sicurezza alimentare. Riprodurre la complessità di questo aspetto in una legge sarebbe un obiettivo ambizioso, ostacolato dal fatto che mancano criteri concreti e che la loro formulazione presenta un potenziale di discriminazione: nei Paesi alle prese con l’insicurezza alimentare, le condizioni sarebbero sempre peggiori che in altri.
Per questi motivi, nell’ambito della sicurezza alimentare la modifica della LIOm si limita ad attribuire al Consiglio federale la competenza di associare l’agevolazione fiscale anche alla condizione che la produzione dei biocarburanti non vada a scapito della sicurezza alimentare. Nel farlo, il Consiglio federale deve tener conto degli standard riconosciuti a livello internazionale.
Attualmente non ne esistono. Sono tuttavia in elaborazione standard che includono il tema della sicurezza alimentare. Lo standard della Roundtable on Sustainable Biofuels (RSB) mira ad esempio a prescrivere una rendicontazione sulla sicurezza alimentare. I richiedenti devono valutare la sicurezza alimentare nel luogo di coltivazione delle materie prime, determinare il rischio rappresentato dalla produzione per la sicurezza alimentare locale e presentare un rapporto. In caso di ripercussioni negative della produzione per la sicurezza alimentare locale è necessario elaborare delle misure per mitigarle. Lo standard RSB è attualmente sottoposto a dei test, motivo per cui per il momento non è disponibile alcuna esperienza concreta.
L’attuazione di una regolamentazione del genere nell’ambito dell’iniziativa parlamentare senza alcun rimando a standard riconosciuti a livello internazionale sarebbe difficilmente conciliabile con gli impegni commerciali svizzeri (cfr. sezione 1.5.1).
Non è quindi possibile tener conto integralmente dell’obiettivo dell’iniziativa parlamentare. Il fatto di fondarsi su standard internazionali per migliorare la sicurezza alimentare è tuttavia raccomandato sia dal rappresentante speciale delle Nazioni Unite su «imprese e diritti umani» John Ruggie che dal relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto all’alimentazione Olivier de Schutter22 (cfr. sezione 1.4.3).
In alternativa al rimando a standard internazionali, nell’ambito dell’elaborazione del progetto di legge è stata valutata la possibilità di escludere le materie prime utilizzate direttamente quali alimenti (p. es. mais, cereali, ecc.). In base allo stato attuale delle conoscenze, solo i carburanti della seconda generazione (e cioè i carburanti prodotti a partire da piante o parti di piante che non servono per l’alimentazione) o quelli prodotti a partire da rifiuti e residui di produzione non sono in concorrenza
22 Olivier de Schutter: Report of the Special Rapporteur on the right to food, Building resilience: a human rights framework for world food and nutrition security, UN-Document A/HRC/9/23, 8 settembre 2008