Avamprogetto e rapporto
Consultazione 2010/49: Revisione parziale del Codice delle obbligazioni (sanzione in caso di disdetta abusiva o ingiustificata) · 38 pagine
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La seconda parte del code du travail contempla i rapporti collettivi di lavoro. Il quarto libro, intitolato «Les salariés protégés», disciplina la protezione dei salariati investiti di un mandato di rappresentanza e comprende quattro capitoli. Il primo tratta la protezione in caso di licenziamento, il secondo quella in caso di scioglimento di un rapporto lavorativo di durata determinata. Tra i 17 tipi di mandatari che godono della protezione dal licenziamento figurano i delegati sindacali, i delegati del personale, i membri eletti del comitato d’impresa e i rappresentanti sindacali in seno al comitato d’impresa (art. L 2411-1). Sono protetti anche i delegati sindacali, i delegati del personale e i membri del comitato d’impresa istituiti mediante convenzione o contratto collettivo di lavoro (art. L 2411-2). Il licenziamento di questi mandatari richiede l’autorizzazione preliminare dell’ispettore del lavoro (art. L 2411-3, L 2411-5 e L 2411-8). La protezione si estende ai dodici mesi successivi alla cessazione delle funzioni di delegato sindacale che sono durate almeno un anno e ai sei mesi successivi alla fine del mandato del delegato del personale, del membro eletto o del rappresentante sindacale in seno al comitato d’impresa designato da due anni (ibid.). Sono protetti anche i salariati che chiedono l’organizzazione di elezioni di delegati del personale o di elezioni nel comitato d’impresa, come pure i candidati a queste elezioni (art. L 2411-6, L 2411-7, L 2411-9 e L 2411-10). La domanda di licenziamento di un delegato sindacale è indirizzata direttamente all’ispettore del lavoro (art. L 2421-4), mentre quella di un delegato del personale, di un membro eletto del comitato d’impresa o di un rappresentante sindacale nel comitato d’impresa è dapprima sottoposta al comitato d’impresa, qualora l’azienda ne abbia uno (art. L 2421-3). Contro la decisione dell’ispettore del lavoro di autorizzare il licenziamento può essere presentato ricorso dinnanzi al ministro competente e poi dinnanzi al giudice amministrativo (art. 2422-1). Se questi ultimi annullano la decisione, il salariato può chiedere di essere reintegrato al suo posto di lavoro o a un posto equivalente. Ha inoltre il diritto all’indennizzo della totalità del danno subito durante il periodo tra il licenziamento e la sua reintegrazione (art. L 2422-4). Il non rispetto della procedura amministrativa è passibile di una pena detentiva di un anno e di una multa di 2750 euro (art. L 2431-1, L 2432-1 et L 2433-1). La procedura di licenziamento (colloquio preliminare e notifica) si applica anche a questi casi.
Germania
La protezione dal licenziamento è disciplinata soprattutto dalla Kündigungsschutzgesetz (KSchG)118 e dalla Betriebsverfassungsgesetz (BetrVG)119. La KSchG non è applicata durante i primi sei mesi di lavoro (art. 1 cpv. 1 KSchG). Sono inoltre escluse dal campo d’applicazione le imprese che occupano meno di cinque dipendenti e gli impiegati assunti dopo il 31 dicembre 2003 in un’impresa che occupa tra cinque e dieci dipendenti (art. 23 cpv. 1 KSchG), come pure i membri di organi di persone giuridiche, le persone che hanno poteri di rappresentanza di una società di persone e i dirigenti autorizzati a pronunciare licenziamenti per conto del datore di lavoro (art. 14 KSchG). Una protezione minimale esiste anche al di fuori della KSchG sulla base dell’articolo 138 del Bürgerliches Gesetzbuch (BGB; buoni costumi) e dell’articolo 242 del BGB (buona fede).
Un licenziamento ordinario deve essere socialmente giustificato ai sensi dell’articolo 1 capoverso 2 KSchG. Un licenziamento ingiustificato non è valido (art. 1 cpv. 1 KSchG), come pure un licenziamento con effetto immediato pronun-
118 Secondo la pubblicazione del 25 agosto 1969, BGBl I 1317
119 Secondo la pubblicazione del 25 settembre 2001, BGBl I 2518