Rapporto esplicativo
Consultazione 2011/16: Modificazione del' Ordinanza sulla protezione degli animali (OPAn), del'Ordinanza concernente le formazioni per la detenzione e il trattamento degli animali e del'Ordinanza sulla detenzione di animali da reddito e di animali domestici · 35 pagine
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Inoltre d‟ora in poi si richiede che l‟addestramento in generale debba essere orientato in modo tale da impedire il più possibile contatto diretto tra il cane e l‟animale selvatico utilizzato a questo scopo (cpv. 2). Fa eccezione l‟addestramento dei cani da caccia in recinti appositamente costruiti per i cinghiali. Il cane da caccia deve imparare e sapere che i cinghiali possono attaccarlo e che lo fanno anche se esso dovesse molestarli eccessivamente. La presenza di una recinzione tra il cane da caccia e il cinghiale impedirebbe al cane di poter riconoscere la pericolosità del cinghiale (effetto del recinto). Tuttavia è possibile evitare scontri pericolosi tra il cane da caccia e il cinghiale, poiché i cani possono essere impiegati soltanto singolarmente, visto che il conduttore cinofilo si trova nel recinto con il suo cane allo scopo di poter intervenire dirigendolo e dal momento che non vengono impiegati cinghiali eccessivamente aggressivi. In ogni caso però l‟animale selvatico deve potersi ritirare per mettersi al riparo.
L‟obbligo di approvazione deve essere esteso ai rispettivi impianti conformemente alle ampie possibilità di addestramento e di esame dei cani da caccia (cpv. 3).
Analogamente alle tane artificiali di cui al capoverso 4, d‟ora in poi vengono definiti anche i requisiti dei recinti appositamente costruiti per i cinghiali, importanti dal profilo della protezione degli animali. In tali recinti i cinghiali devono poter essere tenuti unicamente in gruppo e anche i cani da caccia, durante l‟addestramento e l‟esame, devono avere la possibilità di affrontare soltanto cinghiali in gruppo. La qualità dell‟ambiente e la configurazione naturale del recinto appositamente costruito per i cinghiali dovrebbe permettere ai cinghiali di ritirarsi nella vegetazione seguendo il loro tipico comportamento di fuga. La possibilità di isolamento dei cinghiali in un piccolo recinto è necessaria per motivi sanitari. Inoltre è importante la disposizione secondo cui i cani da caccia possono essere impiegati soltanto singolarmente ed essere addestrati abituandosi ai cinghiali o esaminati in tale situazione. Questa disposizione serve alla protezione dei cinghiali unitamente alla disposizione secondo cui i cinghiali devono avere un peso vivo di almeno 50 kg. Diversi cani potrebbero assalire e ferire i cinghiali: ciò vale in modo del tutto particolare per i cinghialetti più piccoli. La possibilità per i cinghiali di ritirarsi per mettersi al riparo è estremamente importante, poiché in tal modo possono proteggersi.
Qualsiasi manifestazione nella quale gli animali selvatici vivi sono utilizzati per l‟addestramento e l‟esame di cani da caccia deve essere notificata all‟autorità cantonale (cpv. 6). Per tale addestramento possono essere impiegati soltanto animali selvatici tenuti in cattività e abituati a queste situazioni. L‟addestramento deve essere organizzato in modo da tenere conto delle esigenze degli animali selvatici, garantendo loro in particolare diverse possibilità di ritirarsi. Se i cani da caccia vengono messi all‟inseguimento di animali selvatici in libertà, non si tratta di una manifestazione di cui al capoverso 6, ma di impieghi per la caccia. Le manifestazioni secondo il capoverso 6 sono esclusivamente quelle con animali selvatici che sono tenuti (temporaneamente) in custodia dall‟uomo e che vengono impiegati per questo scopo (p. es. con la volpe nella tana artificiale, con i cinghiali nel recinto per i maiali, con gli anatidi per la scoperta delle tracce, con volatili selvatici, come ad esempio i fagiani allevati o le quaglie, per esercitare la ferma). Per non dare l‟impressione che l‟addestramento e l‟esame dei cani da caccia abbia lo scopo di ottenere cani possibilmente aggressivi verso la selvaggina e considerato che negli ultimi anni le opinioni e i metodi inerenti all‟educazione e all‟addestramento dei cani sono notevolmente cambiati, occorre adeguare la formulazione al linguaggio usato attualmente e alla metodologia nell‟ambito dell‟addestramento dei cani. Il termine di “cane da tana” è sostituito da “terrier”, mentre al posto del verbo “addestrare” viene utilizzato il termine “addestramento”.