Rapporto esplicativo
Consultazione 2011/16: Modificazione del' Ordinanza sulla protezione degli animali (OPAn), del'Ordinanza concernente le formazioni per la detenzione e il trattamento degli animali e del'Ordinanza sulla detenzione di animali da reddito e di animali domestici · 35 pagine
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D‟ora in poi vengono inseriti nell‟elenco gli idrosauri e le testuggini del genere Geochelone sulcata.
Lettera h
I serpenti velenosi sono ora elencati separatamente tra gli animali selvatici soggetti ad autorizzazione: Occorre precisare la nozione di serpente velenoso. Finora la nozione di “serpente velenoso” non è stata definita in modo preciso, motivo per cui nella prassi di esecuzione le sono state date interpretazioni differenti. Dall‟esperienza è emerso che la nozione di serpente velenoso, in caso di interpretazione rigorosa, comprende anche specie che non rappresentano un pericolo e che di conseguenza un‟autorizzazione alla detenzione è superflua. Inoltre, a parte i serpenti velenosi classici (vipere, crotali, serpenti marini, ecc.), esistono anche specie di serpenti che non possono essere classificati senz‟altro tra i serpenti velenosi o non velenosi. La biscia dal collare indigena, ad esempio, deve essere classificata tra i serpenti non velenosi a causa della mancanza di denti veleniferi, sebbene produca una saliva velenosa.
D‟ora in poi sono considerati serpenti velenosi i serpenti che dispongono di un apparato velenifero e che possono usare il veleno. Ciò vale indipendentemente dalla loro classificazione zoologica, dalla pericolosità del veleno e dal fatto di sapere se la specie è menzionata esplicitamente nell‟allegato 2 tabella 3 OPAn.
Secondo l‟opinione di diversi esperti, tuttavia, certi serpenti che rientrano nella definizione generale di serpenti velenosi sono classificati tra le specie non pericolose per l‟uomo, come ad esempio i colubridi indigeni. Questi devono essere esclusi dall‟obbligo di autorizzazione. Un elenco di queste specie di serpenti escluse da tale obbligo verrà stilato dall‟UFV. Le specie di serpenti poco conosciute o importate di recente in Svizzera sono quindi soggette all‟obbligo di autorizzazione fino a quando non è dimostrato che non sono pericolose per l‟uomo. Questa regolamentazione permette di creare una base legale univoca per la prassi delle autorità d‟esecuzione in materia di autorizzazione, senza che in ogni caso sia necessario verificare di nuovo l‟assoggettamento all‟obbligo di autorizzazione.
Articolo 90 capoverso 3
Le eccezioni concernenti la detenzione professionale di animali selvatici sono estese alla forma addomesticata delle quaglie della specie Coturnix japonica. I severi requisiti di formazione orientati alla detenzione di animali selvatici non dovrebbero essere applicati nelle piccole detenzioni. I requisiti che altrimenti valgono per la detenzione professionale, vale a dire l‟autorizzazione per la detenzione di animali selvatici unitamente all‟attestazione di una formazione specialistica non legata a una professione, sarebbero sproporzionati per piccole detenzioni in cui si trovano contemporaneamente al massimo 50 animali adulti.
Articolo 92
Finora il criterio definito dall‟espressione particolari esigenze di detenzione e cura è stato applicato in modo differente nella legislazione sulla protezione degli animali. Da un lato si tratta del criterio relativo all‟obbligo di autorizzazione per la detenzione di animali selvatici secondo l‟articolo 7 capoverso 3 della LPAn. Dall‟altro si tratta del criterio rappresentato dall‟obbligo più severo di autorizzazione con perizia di cui all‟articolo 92 OPAn.