Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/100: Pacchetto di ordinanze in materia ambientale, primavera 2017 · 39 pagine
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Pacchetto di ordinanze in materia ambientale – Primavera 2017 Risultati consultazione revisione OPAc
specialmente le funzioni ecologiche dei corsi d’acqua molto piccoli, la loro esposizione alle immissioni di sostanze inquinanti (tra cui i prodotti fitosanitari), nonché il peggioramento della situazione a causa del nuovo metodo di misurazione delle fasce tampone, conformemente all’ORRPChim e all’OPD, a partire dalla linea di sponda e non più dal ciglio della scarpata. Per quanto riguarda la questione delle fasce, 6 organizzazioni di protezione dell’ambiente sono in linea di massima favorevoli, ma chiedono che il limite dello spazio riservato alle acque al di fuori delle zone densamente edificate non sia diverso da quello delle vie di comunicazione e che lo scarto di larghezza dello spazio riservato alle acque sia di conseguenza compensato sull’altra sponda (delimitazione asimmetrica). 3 delle 8 organizzazioni di protezione dell’ambiente si oppongono alla prevista precisazione riguardante la compensazione delle superfici per l’avvicendamento delle colture necessarie ad attuare le misure edili legate alla protezione contro le piene o alla rivitalizzazione, visto che in linea di principio sono contrarie all’obbligo di compensazione.
5.3.1.7 Associazioni contadine
Le 22 associazioni contadine partecipanti alla consultazione respingono l’avamprogetto nel suo insieme. Si tratta dell’Unione Svizzera dei Contadini e di 18 organizzazioni aderenti alla medesima (associazioni professionali cantonali e organizzazioni specializzate del settore agricolo), come pure di altre 3 associazioni contadine.
21 associazioni di questo gruppo partecipante respingono l’avamprogetto, recando a sostegno della propria posizione l’insufficiente grado di attuazione della mozione 15.3001, la non conformità alle disposizioni dell’ORRPChim e dell’OPD, nonché le difficoltà connesse all’attuazione pratica. Le associazioni in questione criticano che sia la prevista modifica riguardante l’adeguamento dello spazio riservato alle acque alle condizioni topografiche che la possibilità di rinunciare alla delimitazione dello spazio riservato alle acque per i corsi d’acqua molto piccoli sono eccessivamente limitative e, di fatto, non apportano alcuna facilitazione o alcun maggiore margine di manovra per i Cantoni. Per quanto riguarda la questione delle fasce, in diversi pareri si chiede la flessibilizzazione dei requisiti delle strade e della larghezza delle fasce. Quanto agli impianti di piccole dimensioni (art. 41c cpv. 1 lett. d), 6 associazioni contadine chiedono di aggiungere anche gli impianti di pompaggio o le condutture dell’acqua per l’irrigazione. Per i vuoti edificatori (art. 41c cpv. 1 lett. abis), si chiede di completare il testo con le costruzioni e gli impianti; una minoranza chiede di estendere le autorizzazioni di edificazione nei vuoti edificatori anche alle aree con gruppi di fattorie nella zona agricola. Le associazioni contadine non condividono la precisazione relativa alle superfici coltive idonee nello spazio riservato alle acque, ritenendola sostanzialmente non conforme all’articolo 36a capoverso 3 LPAc.
Bio Suisse respinge l’avamprogetto per via della flessibilizzazione e delle disposizioni derogatorie di ampia portata. In linea di massima, esse implicano maggiori controlli esecutivi sull’osservanza delle prescrizioni in materia di distanza lungo i corsi d’acqua, come pure prescrizioni più severe nell’OPD per le fasce tampone lungo i corsi d’acqua allo scopo di assicurare la protezione contro immissioni di concimi e pesticidi. Secondo Bio Suisse, le flessibilizzazioni aggraverebbero i seri problemi della protezione delle acque, anziché semplificarli.
18/39 054.11-00351/00008/00057/Q112-1452