Rapporto esplicativo
Consultazione 2021/11: Legge federale concernente l'imposta sul tonnellaggio applicabile alle navi · 37 pagine
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ranti derivati dal petrolio, ad esempio la tecnologia che utilizza il gas naturale liquefatto (Liquified Natural Gas, LNG).52
Inoltre, gli Stati membri dell’IMO hanno convenuto di fissare un piano di riduzione del 50 per cento delle emissioni di CO2 entro il 2050. Il piano prevede una riduzione di almeno il 50 per cento rispetto al 2008. Idealmente si punta a una decarbonizzazione completa, ossia a una navigazione marittima senza l’impiego di carbonio. Questo è in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi del 2015. La succitata decisione dell’IMO è considerata dagli esperti un segnale importante verso un abbandono deciso dei combustibili fossili anche nella navigazione marittima.53
Da quanto si può intuire, all’interno dello SEE finora solo un numero esiguo di Paesi applica agevolazioni fiscali in cambio del raggiungimento di obiettivi ambientali. Secondo uno studio dell’OCSE del 2019, la Norvegia e il Portogallo premiano uno specifico bilancio ecologico di una nave, Malta e Cipro concedono incentivi in funzione dell’anzianità della nave, mentre la Grecia in funzione del tipo di nave.54 Tutto lascia presagire che a questi criteri sarà attribuita un’importanza ancor maggiore in futuro.
In Norvegia ogni nave è valutata sulla base di un cosiddetto rating ambientale secondo criteri predefiniti. Questo avviene su richiesta dell’impresa di navigazione marittima, che inoltra un modulo rilasciato dalla pertinente autorità norvegese per il calcolo del fattore ambientale. In base a questa dichiarazione l’impresa ottiene il rating ambientale, che prevede una scala di valutazione da 1 a 10. Maggiore sarà il rating, minore sarà l’importo dovuto al fisco. Nel concreto, al fattore di rating 10 corrisponde una riduzione fiscale del 25 per cento; viceversa, al fattore 1 corrisponde una riduzione fiscale del 2,5 per cento. I criteri rilevanti per il rating ambientale sono raggruppati secondo le seguenti tre categorie di inquinamento marino:
- produzione di emissioni nell’aria;
- sversamenti in mare connessi all’esercizio della nave (ad es. immissioni di acque
di scarico che contengono una determinata quantità di sostanze inquinanti);
- prevenzione di sversamenti accidentali in mare (ad es. fuoriuscite di petrolio in
collisioni tra navi).
Ogni categoria inquinante prevede sottocategorie delle sostanze inquinanti, che ricevono un punteggio sulla base di categorie navali tecniche e operative.55
Il Consiglio federale ritiene necessario inserire dei criteri ambientali nell’imposta svizzera sul tonnellaggio. La norma di principio proposta (cfr. commenti all’art. 75
52 Comunicato stampa dell’IMO del 20.12.2019: https://www.imo.org/en/MediaCentre/PressBriefings/Pages/34-IMO-2020-sulphur-limit- .aspx/
53 https://www.bmvi.de/SharedDocs/DE/Artikel/WS/reduktion-emissionen-internationaleseeschifffahrt.html
54 https://www.itf-oecd.org/sites/default/files/docs/maritime-subsidies-value-for-money.pdf, pagg. 18 e 46
55 https://www.eftasurv.int/cms/sites/default/files/documents/decision-519-14-COL.pdf, n. marg. 6–16 e https://www.regjeringen.no/contentassets/18d0e2429120446b99212c7937ce2a4b/notifica tion_norwegian_tax.pdf, pagg. 47–49