Rapporto esplicativo
Consultazione 2011/81: Seconda fase delle revisione della legge sulla pianificazione del territorio (LPT) · 35 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 21Fedlex · Rapporto esplicativo
infrastrutturali. Com’è avvenuto sinora, se il loro interesse pubblico è preponderante, deve restare possibile conservare in loco oggetti d’importanza nazionale degni di protezione rilevati a posteriori (p. es. siti archeologici o biotipi).
Se un perimetro riservato interessa comprensori fuori della zona edificabile, non sono necessarie indicazioni particolari. In questo caso, secondo quanto prescritto dal capoverso 2bis, occorre accertarsi che i progetti per i quali si richiede un’autorizzazione edilizia ai sensi dell’articolo 22 siano conciliabili con lo scopo per cui il perimetro viene mantenuto libero, e questo vale sia per i progetti conformi sia per quelli non conformi all’utilizzazione della zona. La competenza di tale verifica spetta alle autorità cantonali di cui all’articolo 25 capoverso 2. Il Consiglio federale disciplinerà a livello di ordinanza le modalità secondo cui l’ufficio federale incaricato di pianificare l’infrastruttura in questione dev’essere coinvolto nella procedura d’autorizzazione (art. 13e cpv. 5).
Conformemente al capoverso 3, i perimetri riservati devono essere definiti nell’ambito della
pianificazione settoriale in collaborazione con i Cantoni e i Comuni interessati, fermo restando che la consultazione dei Comuni è di competenza dei Cantoni. Questo principio generale applicabile alla procedura della pianificazione settoriale è ora elevato a rango di legge in relazione alla delimitazione dei perimetri riservati.
Ai fini dell’attuazione delle misure previste nella disposizione in oggetto, viene conferito alla
Confederazione il diritto di ricorrere conformemente all’articolo 89 capoverso 2 lettera a della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF; RS 173.110).
Articolo 14
L’obbligo di basare i piani di utilizzazione su una visione di sviluppo fondata sull’insieme del territorio e concordata a livello sovracomunale risulta in realtà già dagli articoli 1–3. Per quanto concerne le zone edificabili, tale obbligo risulta inoltre dall’articolo 15 capoverso 3. Poiché tuttavia una siffatta visione globale è essenziale per l’intera pianificazione dell’utilizzazione, il capoverso 1 deve essere
opportunamente integrato.
I piani di utilizzazione possono, in linea di principio, concernere anche il sottosuolo, ma in questi casi sono necessari soltanto in casi isolati e necessitano di norma di una base nel piano direttore
cantonale.
Articolo 15b
L’articolo 15b comprende una serie di mandati legislativi indirizzati ai Cantoni.
Lettera a: la Strategia energetica 2050 della Consiglio federale pone come condizione che vengano sfruttate tutte le possibilità esistenti per promuovere il risparmio energetico. Non essendo tuttavia semplice emanare prescrizioni di utilizzazione di diritto federale applicabili direttamente in tutta la Svizzera, l’articolo 15b prevede che i Cantoni – concretizzando in tal modo l’articolo 1 capoverso 2 lettera dbis – debbano provvedere essi stessi a emanare prescrizioni in materia oppure accertarsi che ciò venga fatto dai Comuni.
Per quanto riguarda le costruzioni esistenti, l’esperienza insegna che un risanamento energetico a posteriori può essere ostacolato in particolare da prescrizioni concernenti le distanze dai confini e tra edifici e le altezze degli edifici, ma anche da coefficienti di utilizzazione. Questa disposizione obbliga pertanto i Cantoni a prendere provvedimenti per contrastare simili eventualità. In tal modo vengono anche colmate alcune lacune che non possono essere contemplate dalla disposizione molto specifica di cui all’articolo 9 capoverso 3 lettera e della legge sull’energia del 26 giugno 1998 (LEne; RS
730.0)8.
8 Deciso all’unanimità dalle Camere federali nell’ambito del disegno di revisione della LPT 10.019.