Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/6: Attuazione del primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050: modifiche di ordinanza · 34 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 15Fedlex · Rapporto esplicativo

Revisione totale dell’ordinanza sull’energia

principale del vento di circa 1000 m. Ad esempio i 16 impianti eolici del parco eolico Mt. Crosin sono distribuiti su una distanza di quasi dieci chilometri.

L’obiettivo di ampliamento nazionale nell’impiego dell’energia eolica è di 4300 GWh/a nel 2050. Pertanto per l’attribuzione dell’interesse nazionale agli impianti eolici o ai parchi eolici è adeguata una soglia di 10 GWh/a, che apporta un notevole contributo, oltre l’8 per cento, all’obiettivo di aumento annuale di 120 GWh/a (art. 8 cpv. 2). A questo valore si orientano diversi piani direttori cantonali per la determinazione delle dimensioni minime dei parchi eolici.

Anche nel caso della produzione di energia eolica gli interventi di ampliamento o di rinnovo di impianti o parchi esistenti generano minori effetti sul paesaggio rispetto a un nuovo impianto, per cui l’interesse nazionale secondo il capoverso 3 è dato se attraverso tale intervento si raggiunge una produzione complessiva di almeno 10 GWh/a. È considerato rinnovo anche il cosiddetto repowering, ossia lo smantellamento e la nuova costruzione di un impianto o di un parco, anche nel caso in cui i nuovi impianti non siano realizzati esattamente nello stesso punto dei precedenti.

Art. 10 Esclusione ai sensi dell’articolo 12 capoverso 2 LEne

Nell’articolo 8a il Consiglio federale stabilisce che l’esclusione secondo l’articolo 12 capoverso 2 LEne riguarda le installazioni o parti di esse costruite appositamente e pensate per durare, che sono ancorate nel suolo entro il perimetro di un biotopo d’importanza nazionale o in una riserva di uccelli acquatici e migratori. Questa esclusione non riguarda gli impianti o le parti di impianti situati al di fuori della zona di protezione e che possono avere effetti sulla zona di protezione. Ciò è in linea con la legislazione sulla protezione dell’ambiente che distingue tra impianti (art. 7 cpv. 7 della legge sulla protezione dell’ambiente, RS 814.01 [LPAmb]) ed effetti provocati da tali impianti (art. 7 cpv. 1 LPAmb). Si citi l’esempio di un impianto idroelettrico con canale di derivazione ubicato al di fuori di un biotopo, il cui tratto con deflussi residuali corre tuttavia all’interno del biotopo. In questi casi l’esclusione non vale e si applicano le disposizioni determinanti per un biotopo (ad es. l’ordinanza sulle zone golenali, RS 451.31).

Capitolo 4: Immissione di energia di rete e consumo proprio

Sezione 1: Obbligo di ritiro e di rimunerazione dell’energia secondo l’articolo 15 LEne

In generale si stabilisce che il ritiro e la rimunerazione dell’energia poggiano su un contratto di diritto privato tra il gestore di rete e il produttore e che ai sensi di una regolamentazione minima la LEne (e sulla base di questa l’OEn) trovano applicazione solo se le parti non riescono ad accordarsi altrimenti.

Art. 11 e 12 Condizioni di raccordo, energia da ritirare e da rimunerare

Il precedente articolo 2 OEn viene suddiviso in due articoli. Gli articoli 10 e 11 regolamentano le condizioni di raccordo per i vettori energetici previsti nell’articolo 15 LEne nonché il rilevamento e la misurazione dell’energia da rimunerare. Dal punto di vista del contenuto le disposizioni sono invariate rispetto al diritto previgente.

Art. 13 Rimunerazione

Secondo la LEne nella rimunerazione dell’elettricità generata a partire da energie rinnovabili i costi che il gestore di rete evita di sostenere per l’acquisto di elettricità equivalente sono stabiliti in funzione dei costi d’acquisto e/o dei costi di produzione se l’elettricità è prodotta (anche) in proprio. L’equivalenza è determinata unicamente in riferimento alle caratteristiche tecniche dell’elettricità in quanto tale: