Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/6: Attuazione del primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050: modifiche di ordinanza · 38 pagine

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Ordinanza sulla promozione della produzione di elettricità generata a partire da energie rinnovabili (ordinanza sulla promozi one dell’energia OPEn)

Per il caso citato nell’esempio occorre supporre che, per motivi di ottimizzazione, l’avente diritto venda a titolo di servizio universale l’energia elettrica derivante dalle due centrali idroelettriche più costose (nr. 3 e 4). I costi di produzione in questione sono pertanto coperti (dato che non vi è alcuna riduzione). Con il metodo della media l’avente diritto otterrebbe un premio di mercato pari a 550'000 franchi, nonostante per la copertura dei costi di produzione per gli impianti n. 1 e 2 (soltanto i loro costi di produzione non sono ancora coperti) sarebbero necessari soltanto 218'182 franchi (130’909+87'273), egli otterrebbe dunque 331'818 in eccesso. Il metodo basato sulla media porterebbe regolarmente a un premio di mercato eccessivamente elevato ed è pertanto dichiarato inammissibile.

Il calcolo con una quota come la prevede il capoverso 3 si avvicina maggiormente al modo di procedere probabilmente scelto dagli aventi diritto e conduce a soluzioni più corrette evitando una rimunerazione eccessiva. Tuttavia anche con tale metodo con quote, come illustra l’esempio, possono risultare premi di mercato eccessivamente elevati. Nel caso presente il premio di mercato ammonterebbe a 550'000 franchi, nonostante gli impianti (nr. 1 e 2), i cui costi non sono ancora coperti, necessiterebbero per la copertura dei costi soltanto di 218'182 franchi (cfr. sopra); verrebbero così comunque ancora remunerati 131'818 di troppo. In una tale costellazione si applica il capoverso 4 che mira a impedire che, nel complesso, grazie al servizio universale (a copertura dei costi) e al premio di mercato siano riscosse più rimunerazioni di quanto sia necessario per coprire i costi di produzione di tutti gli impianti nell’insieme. In tale contesto il diritto al premio di mercato si riduce peraltro proporzionalmente (tale passaggio non va confuso con la riduzione, che si applica ai sensi dell’articolo 98 quando le risorse non sono sufficienti per soddisfare interamente tutti gli aventi diritto). Quindi, normalmente, si applica il metodo con quote previsto dal capoverso 3 e in via eccezionale il capoverso 4 ai sensi di un correttivo.

Art. 97 Considerazione in chiave imprenditoriale nei casi con servizio universale

In relazione al servizio universale occorrono alcune precisazioni a causa delle complesse forme d’organizzazione delle imprese coinvolte e della loro suddivisione in vari settori.

Il capoverso 1 concerne il potenziale del servizio universale ai sensi dell’articolo 96 e la questione volta a sapere quale potenziale sia determinante. Ai sensi della LEne s’intende il servizio universale degli aventi diritto stessi (”…che essi immettono nel servizio universale”). Partendo da tale supposizione, l’ordinanza statuisce che per il premio di mercato è irrilevante se per i differenti settori di una normale impresa di approvvigionamento elettrico siano state create in seno all’azienda o al gruppo unità giuridiche autonome. Se un gruppo si avvale per esempio di più filiali e tra queste la filiale A (come portatrice del rischio dei costi di produzione non coperti) ha diritto di beneficiare del premio di mercato e la filiale B (in qualità di gestore della rete ai sensi dell’art. 6 OAEl) si occupa del servizio universale, la filiale A è tenuta a farsi computare il potenziale del servizio universale della filiale B. Dal capoverso 1 si evince e contrario anche che in altri casi non viene effettuata alcuna computazione: una holding che in qualità di produttrice o proprietaria ha diritto a un premio di mercato non è tenuta a farsi computare il servizio universale di una filiale che non è legata a lei da un rapporto aziendale, orientato ai settori usuali delle IAE, bensì da un rapporto sul piano della partecipazione.

Il capoverso 2 riprende il diritto legale di vendere nell’ambito del servizio universale l’energia elettrica proveniente dalle grandi centrali ai prezzi di produzione e definisce con precisione per le differenti unità aziendali chi vi è autorizzato e chi no. Se si considerano nuovamente gli esempi citati sopra,

emerge che la filiale A ha diritto al premio di mercato, ma che un’altra unità o un’altra persona giuridica, vale a dire la filiale B, che immette elettricità nell’ambito del servizio universale, può beneficiare della deduzione privilegiata del servizio universale. Tale calcolo non è solo legittimo a causa dello stretto legame aziendale proprio dei settori delle IAE tradizionali, bensì anche evidente e peraltro la conseguenza logica dalla regolamentazione contemplata nel capoverso 1. Chi non ha un tale legame aziendale, non deve poter beneficiare di tale diritto, il che si tradurrebbe altrimenti in un’estensione illegittima e contraria al volere del legislatore del privilegio descritto.